Vittoria importante della Fiorentina a Poznan contro la squadra cittadina del Lech nella quarta giornata della fase a gironi di Europa League. Un 2-0 che non lascia scampo alle temibili ripartenze del Lech Poznan, come era invece successo all’ “andata” al Franchi quando i polacchi erano riusciti a farsi beffe del dominio viola in campo colpendo per ben due volte la difesa dei padroni di casa.

Quella allo Stadio Municipal è stata una gara perfetta da parte di una Fiorentina che ha costantemente controllato il gioco concedendo poco o nulla agli avversari. Ora  i viola sono secondi in classifica nel Gruppo I a tre lunghezze dal Basilea, vittorioso a Lisbona contro il Belenenses, a quota 9 in attesa dello scontro diretto, fondamentale ai fini della qualificazione, in programma il 26 novembre a Basilea.

Memore del match casalingo contro il Poznan, Paulo Sousa si è cautelato maggiormente in difesa predisponendo una linea di retroguardia a quattro e affidando l’offensiva alla qualità e intelligenza di Blaszczykowski, Ilicic e Giuseppe Rossi, affidando a Bernardeschi compiti di cursore di fascia nella duplice fase offensiva e di copertura.

Il tecnico portoghese si è preso un bel carico di responsabilità e di rischi scegliendo di non schierare dall’inizio giocatori di valore assoluto come Borja Valero, Kalinic e Badelj, risparmiandoli per il campionato, ma la vittoria finale è in tal senso anche la dimostrazione che questa Fiorentina può disporre di un organico altamente competitivo anche nelle sue seconde linee.

E proprio un giocatore di inestimabile qualità come Ilicic è risultato decisivo mettendo a segno i due gol che hanno determinato la partita, il primo dei quali sul finire del primo tempo grazie a una punizione magistrale. Il Lech Poznan sulla carta non è un avversario equiparabile alla Fiorentina, ma attraverso l’arma micidiale del contropiede sa rendersi letale e – come già evidenziato – bastano due-tre occasioni per concretizzare le offensive e fare risultato. Ottimo il lavoro difensivo dei viola che in questo caso hanno concesso solo tiri dalla distanza che fortunatamente le doti da fromboliere di Pawlowski, Kaminski e compagni non hanno trasformato in marcature.