Ciao, ciao sogni europei. L’Inter non ce la fa, nemmeno con il tanto acclamato Mancini. Effettivamente, però, la colpa – al contrario della gara di andata – non è solo del tecnico: ieri sera sono usciti allo scoperto tutti i limiti della squadra nerazzurra, incapace di tenere il passo di fronte alla formazione teutonica ad eccezione dei primi 10 illusori minuti di fuoco e di altri 10 minuti dopo il goal di Palacio (lo stato di forma dell’argentino è l’unica nota positiva della serata). Reparto peggiore senza dubbio la difesa, con un Juan Jesus impresentabile e autore di errori da terza categoria.

L’Inter parte subito molto forte, illudendo tutti, ma il sentore di una partita non facile in difesa si percepisce subito poiché il Wolfsburg riesce troppo facilmente a bucare la linea nerazzurra e arrivare davanti a Carrizo, che stavolta si fa sempre trovare pronto e compie un’uscita su Dost che vale un goal. La partita poteva idealmente cambiare al 23′, quando Icardi piazza un pallone di piatto nell’angolino basso dove arriva un insuperabile Benaglio. L’estremo difensore verdebianco compie ancora un altro paio di miracoli, ma il Wolfsburg al 24′ passa in vantaggio con Caligiuri, che mette a rete un cross dalla sinistra di De Bruyne, dopo che quest’ultimo si è infilato fra Ranocchia e Campagnaro senza trovare ostacoli. Per passare servono tre goal. Un Everest.

Il Wolfsburg continua ad aggredire l’Inter per qualche minuto, poi il secondo tempo molla un po’ la presa e l’Inter riesce a pareggiare con Palacio al 70′, servito da un filtrante di Hernanes. Ormai però mancano 20 minuti alla fine e nonostante i nerazzurri mettano il turbo, non riescono a metterla dentro, anzi è proprio il Wolfsburg che a pochi minuti dalla fine torna in vantaggio con l’ex juventino Bendtner, attaccante più famoso per i fatti extracalcistici che per quanto fatto in campo. Emblematico il fatto che segni pure lui.

In una notte assolutamente oscura per Mancini, l’unica piccola luce è quella di Palacio, capace più volte di mettere in difficoltà la difesa del Wolfsburg e dimostrando di essere tornato quello di un tempo. Peccato che ormai manchi poco alla fine della stagione e che di fronte ad un Palacio che brilla ci sia un Kovacic sempre più spento e evidentemente non ancora pronto a dirigere il centrocampo dell’Inter. Sarà ancora il caso puntare su di lui, nonostante la giovane età? Un quesito che Mancini dovrà porsi se il prossimo anno vorrà guidare un’Inter con cui poter puntare in alto.