Ritorno brutto e amaro quello dell’Inter in Europa League, costretta a cedere il passo per di più a San Siro contro L’Hapoel Be’er-Sheva, club israeliano proveniente dai preliminari di Champions League eliminato per un soffio dal Celtic. Uno 0-2 meritato dai nerazzurri e legittimato dalla squadra guidata da Barak Bakhar anche da una traversa colpita nel finale da Bitton che con un pallonetto a colpo sicuro scavalca Handanovic ma si ferma sul segno risparmiando all’Inter l’umiliazione di un risultato ancor più netto. Funziona poco o nulla nell’Inter di De Boer scesa in campo nel match d’esordio del Gruppo K, decisamente un’altra Inter rispetto a quella faticosa e sofferente ma vincente a Pescara in campionato.

Nel turnover imposto dal tecnico olandese manca fondamentalmente la qualità per poter far bene e la mentalità che però latita ormai dalla remota vittoria del triplete. Le assenze di uomini chiave per reparto come Miranda, João Mario (nuovo arrivato ma che ha già dimostrato imprescindibilità in questa nuova Inter), Banega (entrato nel secondo tempo ma senza incidere troppo) e Icardi (anch’egli entrato nela ripresa ma quando ormai forse era troppo tardi) hanno pesato come un macigno, perché senza di loro è stata tutta un’altra Inter. Confusionaria, imprecisa, disordinata, in una parola: brutta.

Centrocampo e difesa son risultate voragini nelle quali il Be’er Sheva penetrava a piacimento. La squadra israeliana non è certamente una compagine inaffrontabile, anzi. È una squadra che lascia giocare, attende e riparte trovando gli spazi e i tempi giusti per colpire. Lo si capisce dal primo quarto d’ora di gioco nel quale l’Inter rischia di capitolare per ben due volte. La reazione c’è ma non si concretizza anche per via della sfortuna che fa prendere il palo a Eder su conclusione ravvicinata nel primo tempo, frazione di gioco in cui l’Inter forse mostra qualcosina in più rispetto agli avversari.

Poi nella ripresa il tracollo, quando su un calcio di punizione a favore degli ospiti Medel e Palacio, difendenti, vengono placcati ai limiti del regolamento da un blocco avversario, Lucio Maranhao s’invola sulla sinistra e mette al centro un pallone dove solo soletto Miguel Vitor deposita in rete. Il 2-0, ancor più inaspettato, arriva su un altro piazzato. Questa volta è la precisione del tiro di Buzaglo a trafiggere Handanovic. Con l’ingresso di Icardi e Candreva nel finale l’Inter è più propositiva e volitiva, ma manca la precisione e la difesa del Be’en-Sheva ha sempre la meglio su ogni palla in area respingendo i nerazzurri oltre il perimetro, dal quale le conclusioni di Banega e Candreva non impensieriscono mai Goresh. De Boer fa bene a buttare nella mischia anche Icardi, nonostante volesse risparmiarlo per la Juventus nel prossimo turno di campionato, ma è insensato sperare che Icardi da solo risolva sempre le partite. L’Inter delle seconde linee non va, visto che anche quella dei titolari ancora è una realtà tutta in divenire.