Non ci sono ormai più sostantivi idonei per dare l’idea di un club che ha tutti i numeri giusti per pensare alla grande perché questo Sassuolo al di là di favole, sogni, magie è oggettivamente una delle più belle e concrete realtà del calcio italiano. Giunto sesto nella passata stagione si sta conquistando a pieno merito un accesso all’Europa League che stando a una visione panoramica delle altre contendenti appare sempre più come un diritto sacrosanto per i neroverdi allenati da Eusebio Di Francesco. L’andata dei playoff contro la Stella Rossa di Belgrado, destinata – ma facciamo i debiti scongiuri – a fare non più che una comparsata sulla ribalta internazionale, al contrario di qualche decade fa che la vedeva tra le grandi d’Europa, è l’ennesima dimostrazione di quanta strada abbia fatto il Sassuolo dalla gestione Squinzi in avanti.

Al bando la nostalgia del calcio che fu, in casa al Mapei Stadium il Sassuolo ha impartito una severa lezione di gioco alla Stella Rossa infliggendole un rotondo 3-0. Un risultato, come se non bastasse, anche un po’ bugiardo per la congerie di occasioni sciupate dagli emiliani contro una squadra invero nettamente inferiore sul campo. Pensare che questa Stella Rossa stia viaggiando a gran ritmo nel campionato nazionale fa riflettere sullo stato delle cose del calcio serbo e all’abisso che lo divide da quello croato, senza necessariamente voler forzare i paragoni. Rimanendo in tema partita, nei 90 minuti la superiorità dei padroni di casa è stata semplicemente schiacciante.

Risulta fin troppo evidente che Di Francesco abbia studiato l’avversario per gli automatismi evidenziati dal Sassuolo sul rettangolo verde e per le contromosse applicate a memoria dai suoi giocatori come se ogni movimento della Stella Rossa fosse già stato previsto. Berardi e Politano fanno letteralmente quello che vogliono sulle fasce, quasi indisturbati dalla difesa e dal centrocampo serbo e da soli riescono a mettere in ginocchio una squadra che non sa che pesci pigliare, con un sistema difensivo francamente imbarazzante.

Il 2-0 messo a segno dai due esterni potrebbe essere già un 4-5 a 0, ci pensa poi l’altro attaccante della triade, Defrel, a rimpolpare il bottino stabilendo una distanza di 3 reti che consente al Sassuolo d’immaginare un ritorno al Maracanà di Belgrado ancora più tranquillo. Merito comunque anche al centrocampo e alla linea difensiva neroverdi, sempre attenti e impeccabili anche se la portata dell’offensiva della Stella Rossa è risultata pressoché inesistente. Katai è un buon giocatore ma ha predicato nel deserto.