La storia chiama e il Siviglia risponde. Il sogno degli andalusi continua senza interruzioni per tre anni di fila e a Basilea, come a Varsavia e come a Torino gli spagnoli proseguono nella conquista dell’Europa League, un trofeo che ormai non vuole più lasciare il capoluogo andaluso. E proprio in questi termini si è espresso uno dei protagonisti assoluti di questo sogno, ovvero il tecnico Unai Emery, a fine gara: “Amiamo questo trofeo. È il nostro trofeo. Il Liverpool ha avuto il sopravvento nel primo tempo e logicamente avrebbe potuto batterci. Ma è vero anche il contrario. Ci siamo sentiti molto più fiduciosi dopo il nostro primo gol. Nell’intervallo abbiamo cercato di riorganizzare un po’ le nostre idee. Dopo la squadra ha fatto un passo avanti e la partita è stata più aperta. Ci serviva essere noi stessi“.

Con molta umiltà Emery ammette che la chiave del successo sono stati i tanti tifosi biancorossi accorsi al St. Jakob-Park di Basilea a tifare Siviglia che hanno infuso massicce dosi di fiducia nella loro squadra all’inizio della ripresa: “Nell’intervallo dovevamo fare qualcosa. Il Liverpool è una grande squadra che si è rapidamente adattata. Noi dovevamo avere fiducia in noi stessi. Dovevamo sentirci come ci sentiamo nel nostro stadio. I tifosi sono stati assolutamente fantastici. Hanno dato tutto e noi ci sentivamo protetti. Anche Antonio Puerta (grande bandiera del Siviglia, prematuramente scomparso in seguito ad arresto cardiaco nel 2007 durante il match col Getafe, ndr) era con noi. Prima della partita ci siamo detti che dovevamo vincere per loro. Coke può fare qualunque cosa. Se giocasse da attaccante, segnerebbe. Ho più fiducia io in lui di quanto lui ne abbia in se stesso“.

E per il Siviglia la stagione non è neppure finita visto che c’è ancora la finale di Coppa del Re col Barcellona: “Il nostro vero successo è quanto fatto per arrivare sin qui. Ci siamo goduti questa stagione in Europa e ora siamo contenti di essere nuovamente campioni. Questi sono momenti unici. Dobbiamo goderci questo momento mentre pensiamo alla finale di Coppa del Re di domenica (22 maggio), ma dobbiamo goderci questo momento perché la squadra lo merita“.

Dall’altra parte invece c’è chi come Jürgen Klopp si lecca le ferite provando ad analizzare i motivi di una serata iniziata bene ma poi conclusasi nel peggiore dei modi: “Il primo gol del Siviglia è stato la chiave del match, ha influenzato la nostra partita. Abbiamo perso fiducia nella nostra strategia di gioco e abbiamo perso il timone. Abbiamo smesso di fare le cose semplici e ci siamo complicati la vita. Abbiamo improvvisamente perso la nostra brillantezza. A tratti abbiamo mostrato che cosa sappiamo fare, in alcune fasi siamo stati grandi. Ma, ripeto, solo alcune fasi. Dobbiamo dare più continuità al nostro gioco“.

E ancora: “Quando siamo andati sull’1-1, il Siviglia ha assunto il controllo del gioco e abbiamo difeso male. C’era tempo perché avevamo tutta la ripresa per lottare, ma non ci siamo riusciti. Siamo delusi, frustrati, ma faremo tesoro di questo. Questa sconfitta significa che il prossimo anno non giocheremo in Europa. Questo significa che avremo più tempo per allenarci e lo sfrutteremo, torneremo più forti. Dobbiamo sfruttare questa esperienza“.