Ma che mi frega dell’Europa League? Però alla fine me la guardo. Perché basta che ci sia un pallone che rotola e io sono lì, in prima fila. Tifo Chelsea. Mi piace da sempre. Però, che roba Cardozo. Bestione con due ferri da stiro al posto dei piedi. Ferri da stiro da oltre 160 gol con la maglia del Benfica.

Dominio portoghese, ma niente gol. Forti questi lusitani. Da decenni giocano bene e segnano poco. E infatti arriva il gol di Torres. Quel fenomeno di ritorno. Quel fenomeno trasformato in un bidone. Preso per il culo da tutta internet e non solo. E’ bastato un rotondo Benitez per farlo ripartire.

Ma Cardozo non ci sta. E la butta dentro su rigore. Poi comincia la storia del calcio. Quella magia che ha solo lo sport. “Lo sport è pieno di favole…” mi dice sempre il mio amico Bordi. Nel ’62 Béla Guttmann, allenatore del Benfica, se ne andò sbattendo la porta. E disse: “Non vincerete più una Coppa per 100 anni”. Ne sono passati 51. Chissà se Ivanovic lo sapeva. Chissà se Eusebio ci ha pensato quando ha visto la palla del 2-1 per i Blues finire in porta al 92′.

La magia del calcio. La magia che regala un’altra coppa a quello sfigato di Benitez (foto Infophoto). Uno che vince, ma che non piace mai a nessuno. Uno che mi ha regalato la notte più brutta della mia vita. Uno che ha reso Istanbul l’inferno sulla terra. L’unico inferno dove il mio Diavolo non è di casa. Uno che ha preso in mano l’Inter di Mourinho e che adesso lascerà proprio a lui il Chelsea. Il calcio è un cerchio. Come la vita. Prende e toglie. Così guardi i tifosi inglesi pazzi di gioia e quelli portoghesi in lacrime. E li senti tutti fratelli. Perché questo gioco è così. Una guerra tra amici. Anzi, no. Una battaglia tra fratelli di sangue. Persone che si capiscono con uno sguardo. Facciamo due tiri? Chi vince si porta a casa il pallone.