Lazio-Stoccarda senza spettatori: i biancocelesti, vincenti 2-0 all’andata in Germania, sono incappati nella squalifica dell’Uefa e affronteranno il match di ritorno senza il supporto del pubblico, a causa di cori e striscioni razzisti apparsi nei precedenti match contro il Borussia Mönchengladbach.

E’ la seconda volta che i romani incappano in una simile punizione: era già successo nel 2005, quando, a luglio, in Intertoto, batterono 3-0 i finlandesi del Tampere United.

Da segnalare anche, ma in trasferta ad Atene, Olympiakos Pireo-Lazio 1-1 del 2007.

Sempre nel 2005, anche per l’Inter, quattro gare a porte chiuse: dopo il razzo che colpì il portiere del Milan, Dida, i nerazzurri affrontarono, in un San Siro, deserto, nell’ordine, Shakthar Donetsk (1-1), Glasgow Rangers (1-0), Porto (2-1) e Artmedia (4-0).

Due turni senza pubblico anche per la Roma nel 2004, dopo che l’arbitro Frisk fu colpito da una monetina piovuta dagli spalti: niente spettatori contro Bayer Leverkusen (1-1) e Real Madrid (0-3).

La prima italiana privata dei propri supporters fu la Juventus che, nel 1985, a pochi mesi dalla sciagura dell’Heysel, giocò due gare in un Comunale vuoto, dapprima il facile match con i lussemburghesi della Jeunesse (4-1), poi l’euroderby con l’Hellas Verona. Finì 2-0 per i bianconeri (Platini su rigore e Serena), che poi avendo pareggiato al Bentegodi (0-0) e passarono il turno.

Anche il Napoli, ma sempre fuori casa, ha una eurogara a porte chiuse: accadde nel 1987, ai tempi di Maradona, in casa del Real Madrid, sconfitta per 0-2.

La prima eurosfida “behind closed doors” risale al 1980: di fronte, ad Upton Park, gli inglesi del West Ham United e gli spagnoli del Castilla, succursale del Real Madrid. Dopo l’1-3 all’andata, arrivò un clamoroso 5-1 ai supplementari che permise ai londinesi di avanzare al turno successivo di Coppa delle Coppe.

Di recente c’è stato un Fenerbahçe-Bate Borisov di Europa League.

Foto: Infophoto.