Il basket ha vissuto ieri una delle pagine più tragiche della storia recente. A Istanbul un tifoso serbo di 25 anni, Marko Ivkovic, è stato ucciso con una coltellata al petto nel corso dei violenti scontri che hanno funestato il prima e il dopo di Galatasaray- Stella Rossa, match valido per il gruppo D di Eurolega. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tanjug, Ivkovic sarebbe stato pugnalato dai tifosi turchi ed è morto dopo cinque ore di agonia in ospedale. E le gravissime parole dell’allenatore turco, Ergin Ataman (“i serbi sono terroristi”) rischiano di trasformare la tragedia in un vero e proprio incidente diplomatico.

La tragedia di Istanbul

A quanto si è riusciti a ricostruire, circa 300 tifosi della Stella Rossa si erano recati in Turchia per assistere alla partita, nonostante gli organizzatori avessero assegnato agli ospiti soltanto 70 biglietti. Giunti nei pressi dell’impianto, i serbi sarebbero stati attaccati dagli hooligan del Galatasaray con un fitto lancio di pietre; pare anche che i turchi abbiano provocato la tifoseria avversaria inneggiando al Kosovo. Secondo altre versioni, sarebbero stati i serbi ad attaccare per primi. La polizia è intervenuta coi fumogeni, senza riuscire a impedire che i due gruppi di esagitati venissero a contatto. Ed è stato nel momento della baraonda generale che Ivkovic ha ricevuto la coltellata risultata poi fatale. Anche due poliziotti turchi sono rimasti feriti negli scontri.

Le accuse di Ataman

Nel dopopartita, il coach del Galatasaray Ergin Ataman è riuscito a peggiorare la situazione con una frase grave quanto irresponsabile: “Trecento terroristi sono venuti qui senza biglietto e hanno attaccato la nostra gente. L’Eurolega dovrebbe sospenderli“. Stamattina ha provato a fare parziale marcia indietro sul proprio profilo Twitter: “Le mie più sentite condoglianze alla Stella Rossa e ai suoi tifosi, sono molto addolorato per la loro perdita, sono cose che con lo sport non c’entrano nulla. Durante la conferenza stampa di ieri non sapevo della morte di una persona e tutte le mie considerazioni le avevo fatte prima di venirne a conoscenza“. Ma niente rettifica sull’accusa di terrorismo.

Il primo ministro serbo, Aleksander Vucic, ha pesantemente stigmatizzato le sconsiderate accuse di Ataman, dichiarandolo di fatto “persona non gradita” in Serbia. Il suo omologo turco, Ahmet Davutoglu, ha assicurato che verranno fatti tutti gli sforzi del caso per rintracciare i colpevoli dell’assassinio.