C’è una Milano che è ancora in grado di battere il Bayern Monaco, ed è quella del basket. L’EA7 Olimpia Milano fa un passo avanti probabilmente decisivo verso la conquista delle Top16 di Eurolega, superando i bavaresi per 83-81 al termine di una gara tesa e bruttarella, e decisa da un quarto quarto di pura onnipotenza di Daniel Hackett (foto by InfoPhoto), che con 17 punti negli ultimi 10′ (25 in totale), compreso il buzzer beater a poco più di un secondo dalla sirena, riesce a piegare la resistenza di McCalebb e compagni, infiammando un Forum mai così ai suoi piedi. Danny Boy non potrà ancora giocare in campionato fino alla probabile grazia del prossimo gennaio, quando Petrucci, con ogni probabilità, gli rimuoverà dalla testa il giogo di una sproporzionata squalifica, ma il palcoscenico in Europa è tutto suo.

Come detto, la gara è stata tutt’altro che spettacolare, almeno per gli esteti del basket, già inorriditi di loro per la tenuta all-black dei milanesi (va bene il marketing, ma qui si esagera). Di intensità, però, se n’è vista parecchia. I tedeschi, con un piede e mezzo fuori dall’Eurolega, dovevano vincere per restare appesi a una minima speranza di qualificazione, preferibilmente di 8 punti per ribaltare la differenza-canestri con l’andata; hanno così giocato un match di grande aggressività, sfruttando lo strapotere sotto canestro dei loro lunghi e la gestione delle rotazioni non proprio ottimale da parte di Luca Banchi, che ha escluso per quasi tutto l’incontro il protagonista delle ultime partite, MarShon Brooks, limitandolo a un’insensata manciata di minuti sparpagliati tra secondo e quarto periodo.

Milano e Monaco si inseguono e si riprendono, letteralmente per tutta la partita: 20-25, 31-27, 37-38, 44-45, 53-50, 57-58, 65-62, 69-70, 76-72, 78-79. Quando Savanovic, che contro Milano si esalta sempre, firma l’ultimo vantaggio Bayern a meno di 2′ dal termine, sembra che il match possa definitivamente piegare verso la squadra che ha sbagliato di meno. Milano, infatti, è andata a sprazzi, sofferente sotto canestro e trascinata in attacco solo dalle fiammate dei singoli: di Ragland e Gentile nel primo periodo, di Kleiza (indecente in difesa) nel secondo e a inizio del quarto. Per sua fortuna, l’ultima fiammata di Hackett, alla sua miglior prova in assoluto in maglia Olimpia, è di quelle che incenerirebbero qualunque avversario.