«Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince». (Gary Lineker al termine della semifinale persa dall’Inghilterra ai rigori contro la Germania al Mondiale del 1990). Ora, magari non sarà esattamente così, ma negli ultimi tempi questa celebre frase ben si adatta alle prestazioni della squadra allenata da Loew. Ieri sera la nazionale tedesca ha infatti battuto per 2-0 l’Ucraina, grazie alle reti di Mustafi e Schweinsteiger.

C’è da dire che l’Ucraina non è stata esattamente una vittima sacrificale: per poco più di un tempo ha lottato ad armi pari, poi i campioni del mondo in carica sono saliti in cattedra, facendo capire immediatamente a tutto il torneo che non sono venuti in Francia in gita, anzi. L’europeo è un obiettivo importante per i tedeschi, che si pongono come una delle nazionali favorite al titolo. Nella partita di ieri sera, la squadra di Loew ha dominato per quasi tutta la partita, anche se ha palesato qualche importante distrazione difensiva: sarebbe infatti bastato un  pizzico di fortuna in più per l’Ucraina, per poter riaprire la partita. Per lunghi tratti, è sembrato quasi che i tedeschi si stessero un po’ specchiando in sé stessi, consapevoli della loro forza hanno forse ecceduto troppo nella leziosità, producendo un calcio molto meno fisico ed essenziale (che dovrebbe essere più nelle loro corde) in favore di passaggi a oltranza, fino alla linea di porta. Neuer si è reso protagonista di una grandissima parata su Khacheridi, anticipando di pochi minuti quello che sarebbe potuto essere senza dubbio un clamoroso autogol di Boateng, trasformatosi in un salvataggio sulla linea spettacolare.

Discorso diverso è avvenuto nel secondo tempo, quando il centrocampo guidato da Khedira e Kroos ha nettamente alzato il baricentro, aiutando le punte a pressare molto più alto e chiudento l’Ucraina nei propri 25 metri. Ozil, Gotze, Muller e Draxler hanno provato in tutti i modi a sfondare il muro giallo eretto dalla squadra di Fomenko, che con un rilancio lungo dopo una parata su Ozil per poco non riusciva a riaprire la partita a causa di un’incertezza tra Mustafi e Neuer che avrebbe potuto seriamente compromettere la partita. Il match si chiude definitivamente al 90’ grazie a Schweinsteiger, che entrato dalla panchina, ci mette due minuti a sbatterla dentro e a consegnare i primi 3 punti del torneo alla sua squdra. Bisognerà vedere ora se la Germania avrà davvero imparato la lezione: continuando con questa supponenza, potrebbe davvero rischiare di compromettere un torneo in cui ha davvero ben poche rivali sul piano tecnico.