Sei i gironi di Euro 2016, aumentati rispetto alle passate edizioni, andiamo a vedere quali squadre comprendono.

GRUPPO A

La Francia arriva all’appuntamento come candidata numero 1 alla vittoria finale. L’uomo copertina resta Paul Pogba, deciso a lasciare un segno pure nel suo Paese. L’ex tecnico della Lazio Vladimir Petkovic guiderà invece la Svizzera. Recentemente passato alla corte dell’Arsenal, Granit Xhaka governerà il centrocampo. Ostenta un reparto arretrato organizzatissimo la Romania, diretta da Anghel Iordanescu, tornato ad allenare dopo 10 anni di inattività. Meravigliosa favola l’Albania di Gianni De Biasi.

GRUPPO B

Unica squadra ad aver inanellato un perfetto ruolino di marcia nelle qualificazioni l’Inghilterra. Abituato alle grandi rassegne internazionali Wayne Rooney, rivali per il titolo della Premier League, Harry Kane e Jamie Wardy hanno ritmo e fiuto per il goal. Forte di affermazioni contro le blasonate Spagna e Germania, la Slovacchia. In mezzo al campo Marek Hamsik farà da esempio ai compagni, supportato da un altro volto della Serie A quale Juraj Kucka. Era da Svezia 1958 che il Galles mancava dalle maggiori competizioni. Chris Coleman ha compiuto ottimo lavoro, costruendo una formazione ad immagine e somiglianza di Gareth Bale, Ben si conoscono i giocatori della Russia con ogni componente dell’organico, escluso Roman Neustadter, che milita nel campionato nazionale.

GRUPPO C

La fortunata spedizione di Brasile 2014 infonde fiducia alla Germania. Philipp Lahm ha deciso di dire basta ai colori della Nazionale e di personalità ne servono eccome, la stessa che contraddistingue Thomas Muller, formidabile cecchino ogni volta che affronta i tornei più importanti. Il top player della Polonia non può che essere Robert Lewandowski, terminale offensivo del Bayern Monaco. Pienamente comprensibile che l’Ucraina targata Mykhaylo Formenko, ex difensore, penserà soprattutto a concedere poco alle rivali. L’intelligenza tattica di Steven Davis servirà come il pane all’Irlanda del Nord di Michael O’Neill.

GRUPPO D

Aggiudicate le ultime due edizioni, la Spagna comprende nomi affermati e (pochi) giovani emergenti. Andres Iniesta e Cesc Fabregas comanderanno la zona nevralgica del campo, talenti palla al piede come del resto lo è David Silva. Deliziosa a centrocampo pure la Croazia di Ante Cacic. La sfida per il selezionatore sarà la coesistenza fra Ivan Rakitic, Mateo Kovacic, Ivan Perisic e Luka Modric. La classe di Hakan Calhanoglu ed Arda Turan impreziosisce la Turchia di Fatih Terim, mentre la Repubblica Ceca vanta l’Olanda come suo scalpo eccellente nelle qualificazioni.

GRUPPO E

L’Italia basa il progetto sulla solidità difensiva. Gigi Buffon rimane l’indiscusso numero 1, anche in fatto di leadership. Il suo contributo, combinato al terzetto Bonucci-Barzagli-Chiellini, costituisce il punto di forza. Autore di una stagione deludente, Eden Hazard ha cambiato completamente passo nelle ultime partite e insieme a Kevin De Bruyne supporterà Romelu Lukaku. Positivo il feeling instaurato tra il tecnico Erik Hamren e Zlatan Ibrahimovic, da cui dovrà scoccare la scintilla nella Svezia, solo lo spirito di gruppo potrà salvare l’Irlanda di Martin O’Neill da un’eliminazione altrimenti già scritta.
GRUPPO F – Il Portogallo dovrebbe avere vita facile almeno all’inizio. Joao Moutinho possiede la classe necessaria per attuare i piani tattici di Fernando Santos, ma l’assenza di un reale numero 9 costringerà Cristiano Ronaldo a fare il diavolo a quattro per iscrivere definitivamente il proprio nome nella storia. Possibile sorpresa, l’Austria vede in David Alaba un autentico gioiello. Tale è la sua duttilità che Marc Koller lo schiererà a centrocampo, anziché nel naturale ruolo di terzino sinistro come avviene in Baviera. Governata dal duo Lars Lagerback-Heimir Hallgrimsson, l’intelligenza di Gylfi Sigurdsson è un bene prezioso per l‘Islanda. Bernd Storcks cercherà l’impresa con l’Ungheria, capitanata da Balasz Dzsudzsak.