Graziano Pellé si è reso protagonista di un rigore tirato molto male nel quarto di finale contro la Germania, dove oltretutto ha cercato di beffeggiare Manuel Neuer. L’attaccante italiano, infatti, prima di tirare la massima punizione ha fatto il segno del cucchiaio al portiere tedesco, salvo poi tirare molto male il suo rigore che è finito a lato di un paio di metri.

Ora, a distanza di qualche or, è arrivato il pentimento: “Il mio europeo resta positivo? Non me ne frega niente, sono triste e chiedo scusa agli italiani – ha tagliato corto all’Ansa sul bilancio a Euro 2016 – se avessi segnato sarei diventato un fenomeno, così invece… Mi dispiace per tutti, ma non si dica che volevo provocare Neuer: lui neanche se n’è accorto, semplicemente facendo il gesto dello scavetto lo volevo costringere a rimanere fermo. Non sono uno sbruffone”.

Una difesa che non regge molto: “A fine partita – prosegue Pellè – Neuer è venuto anche a farmi i complimenti. Nessuno dica che volevo fare lo sbruffone. Certo, mi dispiace davvero tanto per quello che è successo: e pensare che in allenamento sia io che Zaza la mettiamo sempre dentro la palla. Il fatto è che a Bordeaux ho provato ad allargare il tiro, diciamo che ho allargato troppo”. L’attaccante spiega poi il meccanismo di selezione dei rigoristi: “La lista l’ha fatta Conte e più o meno era quella. Poi ognuno diceva se se la sentiva di tirare. E io purtroppo me la sentivo molto…”.

Pellé, in carriera, aveva già segnato in tre occasioni dal dischetto con il cucchiaio: Mondiale Under 20 2005, contro il Marocco; Europei Under 21 2007, contro il Portogallo. E poi nel 2012 con la maglia del Feyenoord contro l’Heerenveen: tre tiri, tre gol. Ad oggi, dunque, in maglia azzurra i cucchiai storici restano due: Totti agli Europei 2000 contro l’Olanda; e Pirlo nel 2012 ai quarti contro l’Inghilterra.