Euro 2016 è ormai alle porte, anzi sta per varcare la soglia (si comincia questa sera), e raramente si è respirata un’aria così poco positiva attorno alla nostra nazionale: di solito porta bene, vedi 1982 e 2006, ma questa volta il pessimismo non è dato da scandali e polemiche, ma dall’oggettiva valutazione di una rosa mai così scarna di talento. Ma non sempre è stato così. Nonostante l’Italia abbia vinto un solo Europeo, nel 1968, peraltro piuttosto fortunosamente, nella Top 11 ideale selezionata da 3,5 milioni di tifosi registrati su Euro2016.com e Twitter e pubblicata dall’UEFA i giocatori italiani sono ben tre, più di qualunque altra nazionale: Gigi Buffon, Paolo Maldini, Andrea Pirlo.

Poco stupore per la scelta di Buffon, autentico fossile vivente di quel periodo glorioso che fu, considerato pressoché all’unanimità il miglior portiere al mondo della storia del calcio moderno. E la presenza di Paolo Maldini è praticamente dovuta in qualunque Top 11 calcistica che si rispetti: non a caso, il difensore è stato il secondo più votato in assoluto col 78% delle preferenze alle spalle di Zinedine Zidane (83%). Più sorprendente vedere Andrea Pirlo: sia chiaro, parliamo del miglior playmaker europeo degli ultimi 20 anni, ma anche uno come Xavi, che l’Europeo l’ha vinto due volte, risultando anche MVP nel 2008, avrebbe potuto dire la sua. Per non parlare di Michel Platini, uno che questo torneo l’ha vinto praticamente da solo nel 1984, ma che evidentemente al momento non gode di enorme popolarità.

Nel favoloso 4-3-3 generato dalle preferenze dei tifosi, la porta di Buffon è difesa da una linea a 4 di raro splendore, con Maldini e Lahm sugli esterni, e la coppia ottimamente assortita Beckenbauer-Puyol. Una retroguardia di acciaio a protezione di un centrocampo delizioso, con Pirlo in cabina di regia, coadiuvato da due mezzali come Iniesta e Zidane: e vai a trovare di meglio. In attacco, Thierry Henry a sinistra e Cristiano Ronaldo a destra fanno da valletti deluxe a Marco Van Basten, che nel 1988 fu protagonista di uno degli Europei individualmente più straordinari che si ricordino, con la tripletta all’Inghilterra, il gol decisivo contro la Germania in semifinale e soprattutto con la leggendaria volée contro l’URSS in finale, una delle firme più indelebili nella storia della competizione.