Inutile nasconderlo: nella partita di stasera contro l’Irlanda, il commissario tecnico Antonio Conte farà un massiccio turnover. Questo non vuol dire snobbare l’incontro, ma testare i giocatori che finora hanno avuto meno spazio, studiare nuove strategie mentre ci avviciniamo a grandi passi verso un ottavo di finale da brividi, contro la Spagna. Conte non vuole cali di tensione e a chi gli chiede se quest’Italia potrebbe vincere l’Europeo, risponde con una risata, prima di parlare con saggezza: «Come no, stiamo già stappando lo champagne! La verità è che l’umiltà fa parte dell’intelligenza, e dobbiamo esser umili e consci dei nostri mezzi: che possono essere tanti, ma anche come i difetti, magari. Aver iniziato bene non deve mai far perdere la strada maestra o dimenticare da dove arriviamo. Saremmo degli stolti a fare così. A casa mia si dice: come ti alzano, così ti abbassano. Difatti questa non è una vigilia alla camomilla, l’Irlanda è una squadra tosta, fisica. Non conta nulla essere già qualificati. Anche contro la Norvegia… ed eravamo già qualificati per venire qui in Francia… giocammo per vincere, li obbligammo ad andare agli spareggi e poi loro non ce l’hanno fatta a conquistare la Francia. Vincere aiuta a vincere, lo ripeto sempre ai ragazzi. Non è una vigilia serena o tranquilla, perché se perdiamo poi arrivano di sicuro le rotture di scatole. E noi vogliamo evitare le rotture di scatole».

Vuole vincere, Conte. Anche stasera, anche se non c’è nulla in palio se non la soddisfazione di chiudere il girone a punteggio pieno. Ecco perché vuole mettere alla prova sia chi ha giocato meno, che Buffon, febbricitante nei giorni scorsi: «Buffon non è stato bene in questi giorni, solo oggi gli è passata la febbre. Vogliamo recuperlarlo nel migliore dei modi. Ogni scelta fatta è ponderata, non certo per prendere sottogamba la partita. Anch’io ero partito con un’ipotesi di formazione dopo la Svezia (l’idea iniziale era quella di fare un turnover massiccio, ndr), ma poi vedendo in allenamento che la squadra ha bisogno di equilibri e linee di gioco, ho cambiato qualche idea, quanto alle scelte. Questa è una partita che ci servirà molto per crescere, ma non certo per annusare titolari e riserve, cosa che non mi piace affatto. Chi giocherà, so che darà tutto. Cercherò di mettere formazione equilibrata, sennò rischiamo solo di avere problemi. Noi ci teniamo a questa partita, è tutto fuorché inutile, ci deve dare delle risposte, per cui le scelte verranno fatte anche in funzione di questo. I cambi saranno meno di 9».

Il commissario tecnico percepisce poca tensione per questa partita e non è molto soddisfatto di questo: «Vedo tutti molto rilassati, io invece no, sono molto concentrato. Queste sono partite spartiacque anche per gli equilibri di gruppo. C’è un’Italia sola, sempre, chiunque giochi o abbia giocato nelle gare precedenti. Sto con le antenne ben dritte per domani. Qui non ci sono né titolari né riserve, non vorrei che si creassero fratture. Si vince e si perde tutti assieme. Ecco perché sto molto antipatico…» chiosa scherzando, ma non troppo. Potrebbero dunque esserci sorprese dell’ultimo minuto? Conte risponde così, coccolandosi soprattutto il numero 10 della Fiorentina: «Bernardeschi, quando gioca, nell’uno contro uno deve creare la superiorità numerica. Lui, come Candreva, El Shaarawy, Florenzi… Bernardeschi ha queste doti. Ha sicuramente un potenziale. Sta a lui continuare su questa strada, lavorare per avere un futuro importante».

Inevitabile qualche parola sulla situazione di Candreva, finora determinante nel modulo di Conte: «Sta recuperando, ha ripreso ieri, oggi ha fatto un buon lavoro sul campo, ho fiducia sul suo recupero per gli ottavi, ma valuteremo per forza anche soluzioni alternative. Domani mi aspetto una prestazione di squadra, non del singolo. Si vince e si perde da squadra. È la squadra che esalta il singolo. Se facciamo le cose perbene, abbiamo buone chance di vincere la partita».

La chiacchierata col commissario tecnico si conclude rievocando la sconfitta dell’Italia per mano proprio dell’Irlanda nella prima partita di USA 94: « La sconfitta del 1994 ai Mondiali Usa contro l’Irlanda? Fu la prima partita, la perdemmo, fu una gara tosta, io ero in panchina. Incontrammo un’Irlanda molto forte, ricca di abnegazione, che dà tutto, come quella che vedremo domani. Non dimentichiamo che questa squadra ha battuto 1 a 0 la Germania. E i tedeschi non li batti per grazia divina, ma perché hanno qualità importanti. Gli irlandesi si aiutano tutti, sono una formazione molto compatta, fisica. Per loro sarà la partita della vita. E noi brutte figure di sicuro non ne vogliamo fare». Appuntamento dunque per stasera alle ore 21: vietato fare brutte figure.