La nazionale italiana di Antonio Conte che sta disputando l’Europeo in Francia poggia le sue basi sul gruppo juventino e sul gruppo romano. La Milano calcistica, infatti, annovera solo due giocatori in rosa, cosa che non accadeva dai Mondiali di Argentina 1978.

Florenzi e Candreva sono sicuramente i due rappresentanti massimi delle fazioni di Roma e Lazio, ma per una volta tutte le polemiche cittadine si spengono in favore dell’azzurro italiano, dell’unione d’intenti per il cuore nazionale. Il derby della Capitale va in ferie, ma Roma c’è: tre titolari (Candreva, De Rossi e Parolo), due sono tra le principali riserve (El Shaarawy e Florenzi), il sesto è il terzo portiere Marchetti. Che difficilmente scenderà in campo.

Antonio Candreva, uno dei punti fermi del gruppo di Conte, in conferenza stampa ribadisce: “Non ho sempre fatto questo ruolo di esterno destro, ho giocato a lungo come interno e persino centravanti – le sue parole – ora ho trovato un profilo tattico che mi fa esprimere al meglio, con il tempo si acquisisce costanza e si raggiunge la maturazione giusta. Alla Juve durai poco perché ero troppo giovane e non sapevo ancora la mia giusta collocazione in campo”.

Poi su come sta andando questo Europeo e sul suo debutto: “Inutile fare calcoli fra primo e secondo posto nel girone, non siamo ancora qualificati, ricordate cosa è successo all’ultimo Mondiale… Ma c’era chi pensava che avremmo perso tutte le partite, che eravamo scarsi e che in squadra non c’erano giocatori tecnici, che non avremmo superato il girone. Dopo il Belgio, in molti hanno dovuto ricredersi”.

Alessandro Florenzi, diventato papà prima del debutto europeo, rilancia: “Nei cinque di centrocampo, a parte il ruolo di De Rossi, so adattarmi bene in qualsiasi posizione. A destra posso attaccare l’uomo, a sinistra posso rientrare… Non ho più voce per quanto ho sostenuto la squadra a Lione, dopo il secondo gol l’arbitro avrebbe potuto ammonirci tutti per la nostra esultanza… E quando contro il Belgio, Vertonghen ha spintonato Oriali, subito io e Insigne siamo andati a difenderlo, anche se siamo alti come una gamba del belga”.