La sbornia del post-Spagna è dura da smaltire in poche ore: troppa la gioia, troppo lo stupore per un’impresa che è andata ben oltre la semplice qualificazione ai quarti di finale di Euro 2016. L’Italia di Conte non si è limitata a grufolare nelle pieghe oscure della gara, approfittando delle eventuali sbavature di un avversario oggettivamente superiore: no, lo ha afferrato per il collo, questo avversario oggettivamente superiore, e lo ha trascinato per il campo come un prigioniero alla catena, a tal punto da far apparire il 2-0 finale addirittura misericordioso, per ciò che si è visto nei 90 minuti.

Il merito, ça va sans dire, è di Antonio Conte e di quell’alchimia che ha saputo creare con un gruppo di giocatori non fenomenale tecnicamente, ma che grazie alla volontà e all’applicazione ha ancora una volta ricordato a tutti che il calcio è uno sport di squadra, e un collettivo magnificamente organizzato può prevalere su un insieme disomogeneo di fuoriclasse.

Ora ci tocca la Germania – o noi tocchiamo alla Germania, forse sarebbe il caso di dire – la squadra migliore del torneo nonché quella campione del mondo. E Conte, se le notizie dall’infermeria non miglioreranno nei prossimi giorni, potrebbe essere costretto a tirar fuori dal cilindro un altro coniglio bello grosso. Daniele De Rossi è uscito a inizio ripresa a causa di una botta all’anca, mentre il suo sostituto, Thiago Motta, ha pensato bene di farsi ammonire, e dunque squalificare, a causa di una manata in faccia a Sergio Ramos. Sono gli unici due registi bassi di cui disponiamo, visto che gli altri tre (Marchisio, Verratti e Montolivo) sono rimasti a casa per infortunio, e la loro assenza congiunta potrebbe rivelarsi un guaio non da poco per gli azzurri, che hanno fatto dell’equilibrio e della compattezza il loro principale punto di forza.

Se De Rossi non dovesse recuperare in tempo per sabato prossimo, Conte sarebbe obbligato ad adattare qualcuno nel ruolo di centrale davanti alla difesa. Gli indiziati sono tre: Sturaro, Parolo e Florenzi. I primi due garantirebbero maggior copertura, il secondo anche un pizzico di qualità in più in fase di manovra. In ogni caso, si tratterebbe di soluzioni d’emergenza: tutti, a Montpellier, fanno il tifo per De Rossi.