Il gol all’esordio di Fernando Torres non è servito al Milan per andare oltre un 2-2 al Castellani di Empoli; anzi, è un risultato che va quasi stretto ai toscani, bravi a monetizzare le orribili menomazioni della difesa rossonera (Zapata e Bonera da incubo) per scappare sul 2-0, ma ingenui a non chiudere definitivamente i conti, consentendo così al peggior Milan di questo inizio di stagione di salvare la pellaccia con lo spagnolo e con il terzo gol stagionale di Keisuke Honda.  Ma è un pareggio che dovrà necessariamente indurre lo staff rossonero a più di una riflessione.

Il modo in cui il Milan si fa infinocchiare dall’Empoli, che di primo nome non fa né Real né Bayern e che comunque si trova avanti per 2-0 dopo venti minuti grazie ad altrettanti calci piazzati (reti di Tonelli e Pucciarelli) lascia sbigottiti e fa sorgere un paio di sospetti. Il primo: il mago delle palle inattive, Gianni Vio, non può far miracoli se chi è in marcatura pensa agli affaracci suoi (quattro gol già incassati da calcio da fermo in tre giornate). Il secondo: forse sarebbe il caso che Inzaghi pensioni il suo amico Bonera, colpevole in entrambe le reti così come lo era stato a Parma. A colpire negativamente rispetto alle prime uscite, peraltro, è l’atteggiamento generale dei rossoneri, molli e sfilacciati come nelle loro peggiori versioni dello scorso anno, e totalmente in balia di una squadra povera ma ben organizzata come è quella di Sarri. L’Empoli potrebbe affondare ancora in più occasioni, mentre al Milan non riesce proprio nulla e alla mezz’ora Inzaghi è pure costretto a operare il primo cambio: fuori l’esordiente Van Ginkel, distorsione alla caviglia per l’olandese, dentro Bonaventura. La sostituzione non produce nulla sul piano del gioco, ma in qualche modo a fine primo tempo arriva il gol che gira la partita: Abate, ormai convinto di essere Cafù, azzecca il terzo cross al bacio del campionato e Fernando Torres bagna come si deve il suo debutto con una bella deviazione aerea sul palo lontano.

Il peso del gol dell’ex Liverpool e Chelsea si palesa nella seconda frazione. I padroni di casa partono subito forte e hanno con Tavano la clamorosa chance di chiudere i conti dopo una decina di minuti, ma è anche il loro ultimo guizzo, le energie calano e il Milan ne approfitta subito: al 13’ Abate, in piena crisi superomistica, serve un pallone filtrante per Honda, il giapponese sbilancia il diretto avversario con una finta di corpo e fa secco Sepe con un sinistro a fil di palo. Il terzo gol in campionato di Honda vale un pareggio prezioso, che i rossoneri meriteranno soltanto in seguito. Con le pile scariche, infatti, l’Empoli lascia campo al Milan, che sfiora per due volte la rete del 2-3: prima con Menez, che centra la traversa dal limite dopo un delizioso assolo di Torres; e poi con lo stesso spagnolo, liberato da Zinedine Abate, ma egoista nel calciare da posizione defilata invece di servire al centro il liberissimo Menez. A proposito del francese: dopo averlo tolto dall’esilio sulla fascia sinistra e rimesso al centro delle operazioni, Inzaghi ha ritrovato il trascinatore delle prime partite. Un bel quesito per le prossime settimane, visto che il modulo-base di Pippo, il 4-3-3, prevede un solo attaccante centrale. Il risultato non cambierà più, perché il Milan procede sempre e comunque con iniziative estemporanee e perché in fondo è giusto che l’Empoli non perda una partita che al 45’ avrebbe meritato di condurre con tre gol di scarto. Un pareggio per cui tutti, in casa milanista, avrebbero messo una firma dopo la mezz’ora del primo tempo; ma è un pareggio che apre più interrogativi di quanti non siano stati risolti in questo primo mese di campionato.

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