Elezioni Fifa, oggi a Zurigo parte il congresso che sceglierà il successore di Joseph Blatter. Si torna alle urne appena otto mesi dopo i voti che consentirono a Blatter di succedere a se stesso.

Qualche giorno dopo la Fifa piombò nel caos con l’arresto di diversi alti dirigenti, scandalo che nei giorni a seguire travolse sia Blatter, costretto alle dimissioni, che il suo erede designato, Michel Platini.

Cinque i candidati in lizza:
Salman Bin Al Khalifa. Sangue blu nelle vene, fa parte della famiglia reale del Bahrein. E’ il favorito numero uno.

Gianni Infantino, perso il suo cavallo di riferimento, Michel Platini, la Uefa ha deciso di puntare tutto sul suo segretario generale.

Ali Bin Al Hussein. Fu l’unico sfidante di Blatter alle passate elezioni. Ottenne 73 voti al primo turno, poi si ritirò dalla corsa. Era il favorito, prima che sulle elezioni si stagliasse la figura di Al Khalifa.

Jerome Champagne. Programma ambizioso, denominato non a caso “Hope for football”. Ricchezze da redistribuire, stadi nei paesi poveri, tecnologia in campo. Un manifesto talmente bello che a molti fa paura: Weah e Pelè tifano per lui, per il resto gode di pochissimo appoggio. La sua stessa federazione, quella francese, non voterà per lui.

Tokyo Sexwale. Compagno di cella di Nelson Mandela, è un altro degli outsiders.

209 le persone chiamate al voto (un membro per ciascuna federazione, 54 per l’Africa, 53 l’Europa, 46 l’Asia, 35 il Centro-Nord America, 11 l’Oceania, 10 il Sudamerica) si vincenal primo turno ottenendo i 2/3 delle preferenze (140), in caso contrario via al ballottaggio.