Prendendosi il rischio di guastare il cappuccino & brioche a svariate migliaia di milanisti, l’edizione odierna della Gazzetta si presenta con un titolone centrale inequivocabile: FARAONE SHOCK. Secondo Carlo Laudisa, infatti, il Manchester City avrebbe sventolato sotto il naso da tartufi di Adriano Galliani un assegno da 40 milioni di euro per avvalersi delle prestazioni di Stephan El Shaarawy. Una proposta che farebbe gola a chiunque, figuriamoci al Milan di questi tempi, ma che al contempo fa acqua da tutte le parti.

Innanzitutto, con tutto il bene che possiamo volere al Faraone, si tratta di una cifra chiaramente spropositata rispetto al suo attuale valore. Al momento Stephan è uno dei migliori talenti offensivi d’Europa, non uno dei migliori attaccanti del mondo, come la sua valutazione farebbe pensare.

In secondo luogo, il City, oltre ad avere già una truppa di attaccanti agili e svelti da far invidia all’esercito giapponese (Nasri, Aguero, David Silva, Tevez, Jesus Navas), in questo momento non ha un allenatore. Chi ha formulato l’offerta? Chi vuole El Shaarawy? Attilio Lombardo? Fausto Salsano?

Infine, ammesso che l’offerta sia davvero giunta, non si capisce quale riflessione dovrebbe affrontare il Milan. Al di là del valore reale di El Shaarawy, cedere il simbolo dello sbandierato progetto-giovani significherebbe dare il là alla rivolta della tifoseria organizzata (già scottata dal caso-Allegri), che certo non sarebbe entusiasta di veder ripagato il proprio sostegno con la trasformazione del glorioso Milan in una società/talent-scout come l’Udinese (con tutto il rispetto per un piccolo club gestito magnificamente e con risultati da grande club). E, se proprio è necessario pensarci sopra, l’unica risposta sensata dovrebbe comunque essere: thanks, but no thanks.