L’annuncio da parte dell’attuale presidente in carica dell’Inter Erick Thohir dell’imminente arrivo di Frank De Boer (atteso a Linate nel tardo pomeriggio di oggi lunedì 8 agosto) sancisce di fatto la fine dell’era Mancini bis con il tecnico jesino che attraverso una serie di tweet ha voluto salutare e ringraziare tifosi e società per i suoi 20 mesi, in realtà non proprio indimenticabili, trascorsi sulla panchina nerazzurra. Insomma, a meno di due settimane dall’inizio del campionato si guarda già al nuovo, e il nuovo in casa Inter adesso assume la configurazione che il tecnico olandese vorrà dargli.

Naturalmente quella di De Boer se rivoluzione sarà, sarà a livello tattico poiché l’Inter non ha moltissimo tempo per operare ancora sul mercato, visto che tra poco più di 3 settimane si chiuderà la finestra di mercato estiva. Ma se la scelta è caduta sull’ex allenatore dell’Ajax invece del “traghettatore” Leonardo è perché su De Boer l’Inter punta per un forte progetto di rinascita. È una scommessa, in sostanza, che se l’Inter insieme a De Boer dovesse vincere, precluderebbe la strada, almeno per qualche anno a Diego Simeone in nerazzurro, grande pallino del vicepresidente Zanetti. Questo significa anche che a De Boer verrà concesso comunque del tempo per ridisegnare la sua Inter.

De Boer è il primo tecnico olandese dell’Inter che potrebbe portare una ventata di totaalvoetbal in Serie A con un gioco decisamente votato all’attacco senza però disconoscere l’importanza della fase difensiva. Ecco che allora Frank, il gemello di Ronald, potrebbe ricominciare da dove Mancini aveva finito, ovvero dal 4-2-3-1.

Certo, per fare questo avrebbe bisogno di un mediano alla Bazoer, che oltre a portare palla sappia anche fungere da argine in fase difensiva. Ecco uno dei motivi per cui l’Inter si è inserita prepotentemente nella trattativa tra il Wolfsburg e la Juventus per Luiz Gustavo. Ma in alternativa, se la Juve dovesse strappare il contratto ai Lupi per il brasiliano, si potrebbe virare proprio su Bazoer, profilo che piace moltissimo alla società anche perché è un classe ’96. A quel punto Banega verrebbe spostato sulla trequarti, là dove preferisce giocare mentre a Perisic e Candreva verrebbe chiesta in maniera “totale” la doppia fase, cosa eminentemente nelle loro caratteristiche, con Icardi perno centrale dell’attacco.