Se qualcuno dalle parti del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha deciso di far scoppiare il bubbone Fifa Gate, la maxi inchiesta anti-corruzione nutrita da indagini e arresti ai danni di dirigenti e responsabili della Fifa, lo deve a un uomo chiamato Chuck “The Rat” (la talpa) Blazer. Blazer è un omone in tutto simile a Santa Claus (stessa barba, solo un po’ più grigia, stesso peso, 200 Kg) con la differenza che non veste solitamente di rosso, non guida slitte trainate da renne e i regali li faceva a se stesso. E che regali. Viaggi frequentissimi alle Bahamas dove possedeva abitazioni, jet privato, uno stipendio da 21 milioni di dollari all’anno (dal 1990 al 1998), lussuosi appartamenti anche a Miami e a Manhattan, mangiate e bevute nella New York bene “come se non ci fosse un domani”.

Ma chi è veramente Chuck Blazer e cosa ha a che fare con lo scandalo della Fifa? A leggere la vicenda di Blazer come è stata raccontata nell’inchiesta del newyorchese Daily News intitolata “Come un ex dirigente Usa e ‘parruccone’ della Fifa è diventato un informatore dell’Fbi” e riportata a stralci da La Repubblica c’è davvero di che divertirsi per la serie di avvenimenti incredibili narrati. La storia di un “self made man” che da comune “soccer dad” diventa nel giro di qualche anno uno degli uomini più potenti della Concacaf, l’organo federale del calcio centro e nordamericano:

“È stata una fine inattesa quella di Blazer dopo decenni di impunità ad alto livello, trascorsi in un mondo di jet privati, amici famosi, fughe in isole segrete, conti bancari offshore e due appartamenti alla Trump Tower con vista mozzafiato su Central Park e sulle merlature dell’Hotel Plaza”

Gli uffici della Concacaf occupavano l’intero 17esimo piano della Trump Tower ma Blazer lavorava dagli appartamenti nei quali viveva al 49esimo: 18 mila dollari mensili d’affitto più ulteriori 6 mila per pagare un appartamento riservato esclusivamente ai suoi gatti.

Una sera del novembre 2011 però gli agenti dell’Fbi e dell’Irs (la finanza Usa) si presentano al suo tavolo dell’Elaine, il ristorante dell’Upper East Side di New York frequentato anche da Woody Allen, e gli propongono il seguente aut-aut: o l’arresto con il rischio di finire in carcere per 20 anni, oppure collaborare diventando informatore dell’Fbi. Da quel momento in poi non solo Blazer riga dritto ma raccoglie una serie preziosissima d’informazioni registrando conversazioni dei membri della Fifa nelle occasioni di convegni e meeting internazionali di altissimo livello che vedono coinvolti funzionari, ministri e capi di Stato. Informazioni che hanno condotto all’arresto (per ora) di 14 persone con Sepp Blatter nel mirino, anche ora che a Blazer andrà dura testimoniare e raccogliere altre informazioni visto il suo pessimo stato di salute minacciato da un tumore al colon.