Dall’Instituto Cordoba alla Juventus, passando attraverso tre fantastiche stagioni a Palermo di cui una in Serie B, dalla Segunda Division argentina al più grande club di Serie a per Paulo Dybala, talento astrale del calcio argentino sul quale hanno puntato, ripagati, prima il coraggio e la sfrontatezza di Zamparini, poi la consacrazione di Giuseppe Marotta, ad bianconero, che lo ha fortemente voluto in bianconero. Certo, un talento pagato a peso d’oro poiché il presidente del Palermo ha dovuto sborsare al club argentino 11,9 milioni di euro per entrare in possesso del cartellino (tra l’altro pagati in ritardo e dopo un contenzioso) e poi la Juve che per assicurarselo ha dovuto scucire la bellezza di 40 milioni di euro (32 milioni cash + 4 di bonus + altri 4 in contropartite tecniche), l’esborso più oneroso della gestione Agnelli, ma nel suo caso sarebbe più corretto parlare di investimento, considerando i 13 gol e i 10 assist messi a referto nella passata stagione.

E ora eccolo là a Vinovo che durante la conferenza stampa di presentazione sprizza di gioia, lui che in patria è soprannominato proprio la Joya “Mi chiamavano così in patria, mi piace” ha rivelato Dybala, cresciuto guardando le maglie e le gesta dei suoi idoli Riquelme e Ronaldinho, che ora però ha scelto la maglia n° 21, quella di Pirlo e Zidane, nomi non casuali, di certo impegnativi, e chissà che non riesca a ripetere le loro magie con la maglia della Juventus.

Poche chiacchiere e molta concretezza l’ex pupillo di Zamparini che ai microfoni fa dichiarazioni che sembrano già proclami: “L’ultima è stata una stagione incredibile per la Juventus, peccato per la finale. Credo che quest’anno la Juve possa fare ancora meglio, vincendo la Champions“. ma ovviamente il giovane ragazzo partito dal profondo nord argentino non si sente arrivato e anzi parla più che legittimamente di parabola evolutiva e di ambizioni: “Sono qui da 2 giorni, è un grande cambiamento per me e la mia carriera. Spero di crescere molto, quando mi hanno detto che la Juventus mi voleva non ho avuto dubbi: volevo venire qui. A me piace sempre vincere, qui è il posto perfetto per cominciare a vincere nella mia carriera“.

Dybala avrà il difficile compito di sostituire un altro argentino, Carlitos Tevez anche se è un giocatore profondamente diverso dall’Apache e nonostante abbiano ruoli analoghi, si è espresso così circa la sua posizione in campo, conscio del fatto che probabilmente dovrà contendersi un posto con Mandzukic e Morata o con l’eventuale trequartista al quale la Juventus sta puntando sul mercato: “Parlerò con Allegri, vedrò cosa pensa lui e dove mi vede, posso giocare trequartista, prima o seconda punta. Nel settore giovanile all’Instituto Cordoba ho sempre giocato trequartista, poi attaccante. Iachini a Palermo mi ha schierato prima punta, e proprio in quel ruolo ho fatto più gol. Posso giocare ovunque. Allegri, mi ha dato il benvenuto ma di lavoro non abbiamo ancora parlato. La squadra la fa lui, io rispetterò le sue decisioni: abbiamo tutti voglia di essere titolari, ma dobbiamo dimostrarlo in campo“.