Carlos Caetano Bledorn Verri, per tutti Dunga, è il nuovo commissario tecnico del Brasile; prende il posto di Felipe Scolari, che non è riuscito a portare in trionfo i verdeoro nel Mondiale casalingo e, anzi, è uscito umiliato dall’1-7 contro la Germania e dallo 0-3 contro l’Olanda. Per Dunga, però, si tratta di un ritorno, visto che già nel luglio 2006 aveva sostituito Carlos Alberto Parreira. Da lì una carriera che l’aveva portato alla conquista della Copa América 2007, battendo in finale l’Argentina per 3-0, e della Confederations Cup 2009 vincendo 3-2 contro gli Stati Uniti. Poi il Mondiale 2010, con l’eliminazione ai quarti di finale contro l’Olanda e l’esonero.

Ora, nessuno giudica le qualità di Dunga e la sua bravura in panchina, ma la storia insegna che le minestre riscaldate non vanno mai bene. Speriamo vivamente che almeno l’Italia non cada nello stesso errore: ci ricordiamo il ritorno di Marcello Lippi in azzurro? Senza dimenticare che, spesso, ci sono i vice che vengono promossi semplicemente perché si trovano lì: fu così, ad esempio, per Abete dopo Calciopoli (lui, vice, prese il posto di Carraro). Serve una sterzata netta, inutile girarci attorno: che l’Italia cambi decisamente marcia.

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