La fortuna è una componente imprescindibile nei successi sportivi. A farne uno show gli americani, cultori dello sport entertainment, con la lottery del Draft NBA, parte essenziale del mercato NBA.

COSA INDICA IL REGOLAMENTO

Scopo dell’evento stabilire in quale ordine vengono assegnate le prime tre scelte del Draft, considerando che dalla quarta in poi conta il piazzamento finale raggiunto al termine della stagione regolare. La procedura tecnica di estrazione è più complessa di quanto si pensi. L’urna contiene 14 palline numerate da 1 a 14, da cui ne vengono estratte 4 a distanza di 20 secondi l’una dall’altra.

Delle 1001 possibili combinazioni, 1000 sono ripartite fra le varie squadre secondo le proporzioni di cui sopra. Determinata attraverso tale combinazione la priorità su un giocatore, subentrano poi le gerarchie di classifica, dando la preferenza alla franchigia che è arrivata ultima e a salire. Eventuali scambi non vanno ad influire il meccanismo della lottery, un sistema in vigore da oltre trent’anni volto a prendere in considerazione sempre e comunque le 14 realtà fuori dai playoff.

PRECEDENTI STORICI

Dal 1985, anno di introduzione, la compagine col maggior numero di sconfitte rimediate lungo l’intera stagione ha poi successivamente ottenuto la prima pescata in sei circostanze: i Los Angeles Clippers nel 1988 con Danny Manning, i New Jersey Nets nel 1990 con Derrick Coleman, i Cleveland Cavaliers nel 2003 con il figliol prodigo LeBron James, gli Orlando Magic nel 2004 con Dwight Howard, fino ai Minnesota Timberwolves e Philadelphia 76ers che negli ultimi due anni si sono rispettivamente assicurati le prestazioni di Karl-Anthony Towns e Ben Simmons.

Fortunati nell’avere il primo pick a disposizione, pur col secondo peggior record, sono stati i Magic con Shaquille O’Neal nel 1992, i Sixers con Allen Iverson nel 1996 e i Cleveland Cavs nel 2011 con Kyrie Irving. Una formula che alimenta le speranze dei tifosi di ogni squadra.