Lo scandalo doping si allarga e, dopo la Russia, potrebbe coinvolgere anche altre tre federazioni: Kenya, Etiopia e Turchia sarebbero infatti oggetto di un rapporto stilato dalla Wada che sarà divulgato entro due mesi.

Particolarmente a rischio sarebbe la Turchia, che nei mesi scorsi ha dovuto far fronte ad una indagine interna che ha smascherato le pratiche dopanti di ben 31 atleti.

Sul caso doping che rischia di travolgere la Russia è intervenuto anche il Procuratore di Bolzano, Guido Rispoli. “Il caso è probabilmente partito dai documenti sequestrati a Giuseppe Fischietto”, medico coinvolto nele vicende che hanno portato all’esclusione di Alex Schwazer.

Fischetto gestiva dall’esterno i controlli della Iaaf. Nel suo computer, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, sarebbero stati ritrovati parametri di migliaia di atleti, oltre ad una lunga serie di di e-mail scambiate tra Gabriel Dolle, il capo medico Iaaf arrestato a Nizza, i responsabili della Rusada (l’agenzia antidoping nazionale della Russia) e lo stesso Fischetto.

Sempre secondo quanto riporta il Corsera, una delle mail che sarebbe stata rinvenuta aveva come oggetto il controllo antidoping da effettuare alla prova di Coppa del Mondo di marcia di Saransk.

E’ il marzo del 2012. Dolle chiede 100/200 controlli a Natalia Popova, membro della Rusada, spara un prezzo altissimo, 200 euro a controllo contro i 50 normalmente pagati dalla Iaaf.

La risposta della Popova, alla luce di quanto avvenuto negli ultimi giorni, risuona assurda: “E’ vero, la Russia si fa pagare di più, ma offre un servizio antidoping più accurato”.

La Rusada è stata sospesa dalla Wada con l’accusa di aver coperto molti atleti russi che hanno fatto uso di pratiche dopanti.