Vincenzo Abbagnale squalificato per sedici mesi dal tribunale nazionale antidoping del Coni, che ha così accolto le richieste del Procuratore Tammaro Naiello. Il canottiere azzurro, figlio di Giuseppe, campione olimpico e presidente della federazione, è stato punito per tre mancate reperibilità ai controlli, l’ultimo sarebbe dovuto avvenire l’1 febbraio scorso, in occasione del raduno federale di Sabaudia.

La sentenza decorre a partire dal 20 giugno, dunque Vincenzo Abbagnale dice addio alla possibilità di prenere parte alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Una mazzata per il 22enne canottiere, che si era qualificato in qualità di capovoga dell’otto.

Giovanni Fontana, avvocato dell’atleta, ha annunciato già ricorso. “Aspettiamo di conoscere l’iter logico della I Sezione, ma a questo punto è più che probabile un ricorso alla II sezione”, le parole dell’avvocato in una intervista rilasciata all’Ansa.

Vincenzo Abbagnale aveva ottenuto un oro mondiale nel 2013 a Chungju, nel due con. Una vittoria che lo aveva lanciato sulle orme di papà Giuseppe, che con il fratello Carmine ha scritto alcune delle pagine più belle dello sport italiano (due ori e un argento alle Olimpiadi).

La squalifica di Vincenzo Abbagnale scadrà il 19 ottobre del 2017. Nel febbraio scorso, dopo il terzo mancato controllo a sorpresa, Giuseppe Abbagnale spiegò che il figlio aveva avuto un incidente mentre si stava recando all’incontro coi medici.