La Procura di Bolzano, che coordina l’inchiesta per frode sportiva, ha accolto la richiesta di patteggiamento a 8 mesi presentata ieri dai legali di Alex Schwazer in merito alla vicenda doping. La firma sull’accordo, che  prevede la sospensione della pena e 6mila euro di multa per l’atleta, sembra chiudere una dolorosa pagina che per il marciatore altoatesino si era aperta proprio alla vigilia delle Olimpiadi di Londra, quando fu resa nota la sua positività all’EPO in un controllo a sorpresa del 30 luglio 2012, con conseguente sospensione immediata dell’atleta, squalificato poi dal Tribunale Antidoping del CONI nell’aprile 2013 per tre anni e mezzo.

Naturalmente, parliamo della pagina giudiziaria. La squalifica di cui sopra, ovviamente, resta intatta fino al 30 gennaio del 2016, e per Schwazer il sogno di partecipare ai Giochi di Rio 2016 è al momento alquanto remoto. Senza contare che sulla testa dell’altoatesino pende ancora la spada di Damocle del giudizio riguardante il controllo antidoping volontariamente saltato a Oberstdorf con la complicità dell’allora fidanzata Carolina Kostner. Anche in questo caso, tuttavia, la linea scelta da Schwazer è quella della piena collaborazione, con l’obiettivo di minimizzare la pena e rientrare in tempo per Rio.

Nel frattempo le indagini proseguono ed è emerso che il 31 luglio 2010, due anni prima dello scandalo, la madre di Schwazer, Marie Luise Brunner, mandò un sms al dottor Michele Ferrari (il tristemente noto guru del doping); un particolare ritenuto significativo non tanto per il messaggio contenuto (“Sono molto preoccupata per Alex, saluti mamma Schwazer”), quando perché dimostrebbe di per sé che la signora Brunner fosse perfettamente al corrente della pericolosa frequentazione del figlio.