Una notizia che rischia di sconvolgere le prossime Olimpiadi di Rio e non solo: la Wada, l’agenzia internazionale antidoping, ha chiesto la messa al bando della Russia da tutte le competizioni di atletica. L’accusa è pesantissima: doping di stato, senza troppi giri di parole, come ai tempi del blocco sovietico. La richiesta è stata presentata in un rapporto di oltre 300 pagine che va a concludere un’inchiesta durata quasi un anno da parte di una commissione indipendente istituita dalla stessa Wada. Nel mirino non c’è solo la Federazione di atletica ma anche il governo di Mosca: la commissione, infatti, ha esplicitamente accusato il ministro dello sport russo, Vitaly Mutko, di aver chiesto di manipolare alcune specifiche provette per le analisi antidoping. In generale, si sospetta che Mosca, attraverso i servizi segreti, abbia direttamente controllato il laboratorio per le analisi anche durante i recenti Giochi invernali di Sochi.

E non è finita qui, perché in questa gigantesca truffa sportiva sarebbero coinvolti altri membri del governo russo, ma anche della IAAF (la Federazione internazionale di atletica) e addirittura della Wada stessa. Secondo uno dei tre membri della commissione, il canadese Richard McLaren, il calderone che sta per essere scoperchiato finirà per rappresentare uno scandalo “ben peggiore di quello che ha coinvolto la FIFA, poiché non riguarderebbe solo la parte amministrativa e organizzativa dello sport ma anche i risultati sportivi“. Gare truccate, in altre parole. E c’è poco da sorprendersi, visto che la Russia, alle Olimpiadi di Londra del 2012, è finita dietro solo agli Stati Uniti nel medagliere, ed è lecito chiedersi quante di quelle vittorie siano state unicamente frutto della superiorità degli atleti russi.

Mosca, ovviamente, minimizza e contrattacca: per Vladimir Uiva, presidente dell’Agenzia federale medico-biologica, si tratta del solito complotto motivato da ragioni politiche. Ma per Sebastian Coe, presidente IAAF, “le informazioni contenute nel rapporto Wada sono allarmanti, servirà tempo per analizzarle correttamente e comprenderne i risultati”. Coe ha anche confermato di aver invitato il Consiglio federale ad aprire ”un procedimento nei confronti della Federatletica russa“. Se le accuse dovessero essere confermate, la Russia rischia di pagare un prezzo altissimo, ovvero l’esclusione ex officio da tutte le competizioni internazionali future, Olimpiadi, Mondiali ed Europei compresi.