Il doping al Tour de France ha purtroppo segnato abbondantemente la corsa. Tanti i ciclisti beccati, andiamo a riepilogare i casi più clamorosi.

CONFESSIONI CHOC

Primo nome che sovviene alla memoria è quello di Lance Armstrong. L’ammissione nel talk show di Oprah Winfrey ha messo parola fine all’immagine di eroe, lasciando spazio a quella di imbroglione: Epo, trasfusioni, testosterone, ormone della crescita. E l’amara confessione che senza pratiche illegali mai avrebbe vinto 7 volte la Grande Boucle. Travolto nello scandalo pure il connazionale Floyd Landis. Complici le numerose defezioni seguenti all’Operación Puerto – tra i coinvolti i due grandi favoriti Jan Ullrich e Ivan Basso – l’americano era riuscito a trarne vantaggio, diventando leader della classifica generale 2007. A pochi giorni da fine Tour il colpo di scena: l’anti-doping francese lo trova positivo a testosterone ed epitestosterone. Sostenuta per anni la sua innocenza, Landis ammette nel 2010 la sua colpevolezza con una mail spedita ai vertici del ciclismo statunitense e mondiale.

NOMI ECLATANTI

Corre ancora Alberto Contador. Conquistata l’edizione 2010, un successivo controllo antidoping dichiara la sua positività al clenbuterolo, riscontrata in un giorno di riposo. Positività accertata due anni prima a Riccardo Riccò. La gendarmeria transalpina gli riscontra la presenza del CERA (EPO di terza generazione), poi confessata da Riccò stesso davanti alla procura antidoping italiana. Altro condannato Aleksandr Vinokurov. Preso parte al Tour 2007 da favorito, una caduta, il 12 luglio, lo costringe a soffrire sulle Alpi. Calvario che prosegue fino all’apparente riscatto nell’arrivo di Loudenvielle, dopo una lunga fuga. Il giorno seguente L’Équipe, come un fulmine a ciel sereno, comunica l’accertamento di due tipi differenti di globuli, chiara dimostrazione della pratica illecita di trasfusione omologata da donatore compatibile. Rilevato un agente diuretico, lo xipamide, nel campione di urine prelevato a Frank Schleck. Scandalo datato 2012, la speranza è che siano sempre meno tali episodi, talvolta sfociati nel tragico, sin dalla triste scomparsa di Tom Simpson risalente a 49 anni fa causa infarto.