Le analisi genetiche sulle urine di Alex Schwazer si terranno in Italia. È quanto ha deciso il giudice bolzanino Walter Pelino, col test che inizierà il 31 gennaio alle ore 11, presso il laboratorio dei Ris dei carabinieri di Parma.

DOMANDATA RIGETTATA

Respinta la richiesta presentata presso il Gip di Bolzano, Walter Pelino, dalla Iaaf, la federazione internazionale di atletica, di poter effettuare l’analisi nel laboratorio Wada di Colonia, lo stesso che si occupò di tutte le operazioni per quanto concerne l’antidoping internazionale. Due i periti intervenuti del tribunale di Bolzano: Giampietro Lago del Ris di Parma e Marco Vincenti, chimico dell’università di Torino e presidente del laboratorio antidoping piemontese. Presenti, al contrario di Schwarzer, i rappresentanti della Wada e della Iaaf, ossia le parti civili nel processo. Oltre alle analisi genetiche a Parma, in Italia verranno sostenute pure le indagini documentali, programmate per Torino. L’inizio di entrambe avverrà il prossimo 31 gennaio, avranno tre mesi come durata massima e saranno monitorate dai tecnici delle due parti.

L’ITER

Sui tempi persiste incertezza. L’urina dell’esame si trova ancora a Colonia e andrà trasportata in Italia, ragioni per cui potrebbe essere necessaria un’ulteriore rogatoria internazionale. Il lavoro permetterà di stabilire se non vi è stata alcuna manipolazione. Al professore Vincenti saranno messi a disposizione tutti i test antidoping a partire da maggio 2015. Tre le tappe: screening a gennaio, esame ultra sofisticato di aprile e controanalisi di luglio. Prossima udienza fissata invece per il 25 maggio. Scontati tre anni e nove mesi per il doping all’epo del luglio 2012, Schwarzer è stato condannato dal Tribunale Arbitrale dello Sport a otto anni di squalifica. L’udienza si svolse in uno studio legale di Rio, a Olimpiade già cominciata e all’olimpionico venne pure revocato il titolo conquistato a Roma sulla 50 chilometri del Mondiale a squadre.