È sembrata un po’ la cronaca di un pareggio annunciato il match di qualificazione agli Europei di Francia 2016 tra Croazia e Italia terminato infatti 1-1 nell’impressione generale che si potesse fare qualcosa in più per portare a casa tre punti importanti nel prosieguo del cammino di qualifica, approfittando di una nazionale, quella croata, di certo non al meglio delle sue possibilità. Forse però la stanchezza come denominatore comune ha fatto in definitiva prevalere la logica del calcolo e dell’utile. I giocatori di entrambe le nazionali, reduci da stagioni estenuanti in Serie A, in Liga, in Bundesliga (c’è chi come Olic ha dovuto affrontare un spareggio col suo Amburgo per non retrocedere, cosa che sarebbe stata storica, oppure gli stessi giocatori della Juventus, freschi della battaglia finale in Champions League), non hanno offerto e non potevano certo offrire uno spettacolo memorabile, di fronte – tra l’altro – a un’assenza di pubblico sugli spalti dello stadio Poljud a Spalato che non avrebbe potuto comunque applaudire.

Considerando le condizioni fisico-atletiche di giocatori – come detto – piuttosto provati dai campionati appena conclusi, Croazia e Italia provano a giocarsi il tutto per tutto nella prima frazione di gioco quando ancora la situazione “psicosomatica” li assiste, quando cioè gamba e testa reggono. L’assenza di un grande cervello di centrocampo come Modric nella Croazia e la snellezza della nostra linea a tre a centrocampo con entrambi gli schieramenti disegnati sull’offensiva, consentono una maggiore fluidità di gioco che aumenta proporzionalmente con l’allungarsi delle squadre. L’errore di Atkinson e del guardalinee sul gol regolare di El Shaarawy diventa decisivo poiché in un momento di distrazione generale dei nostri la Croazia ne approfitta per ripartire e trovare immediatamente il vantaggio con Mandzukic che nei minuti precedenti si era fatto respingere un rigore (su ingenuità di Astori) da Buffon. Sempre un rigore, su mani inequivocabile di Mandzukic (protagonista dai due volti della partita), consente di riequilibrare le sorti grazie a un dolcissimo cucchiaio di Candreva. Nel secondo tempo tra errori (da parte nostra) clamorosi e spossatezza generale, il match vivacchia su italico possesso palla, scorribande di fascia croate e lampi verticali da una parte e dall’altra senza però particolari sussulti.

Noi continuiamo a non perdere, così come la Croazia che però conserva il primato in classifica nel girone H, mantenendo il secondo posto grazie anche alla battuta d’arresto della Norvegia, fermata sullo 0-0 a Oslo contro l’Azerbaijan, sulla quale restiamo con un vantaggio di due punti in graduatoria mentre la Bulgaria vincendo a Ta’ Qali con la nazionale maltese fa un bel passo in avanti in classifica portandosi a soli due punti di distanza dalla Norvegia in quarta posizione attendendo lo scontro diretto con i norvegesi il prossimo 3 settembre.