Estate da incubo quella della pre-season dell’Inter con l’ennesima umiliante sconfitta ricevuta a Oslo dal Tottenham per l’International Champions Cup con il punteggio addirittura tennistico. Figuraccia che si aggiunge a quelle precedenti rimediate contro il Psg (3-1) e il nuovo Bayern Monaco di Carlo Ancelotti (4-1). Vero che si tratta pur sempre di amichevoli ma, oltre la sconfitta in sé, per altro sempre condita da valanghe di gol, è sconsolante assistere a una squadra che in totale assenza di orgoglio non fa nulla per tentare di reagire a questo tipo di situazioni che rischiano, oltre che essere umilianti, di incidere sul morale dei giocatori a due settimane di distanza dall’inizio del campionato.

Le uniche attenuanti sono di sicuro il ritardo nella condizione atletica rispetto alle avversarie, peraltro – almeno attualmente – di tutt’altra categoria, Psg, Bayern Monaco e Tottenham (con quest’ultima già praticamente ai blocchi di partenza per l’avvio della Premier League già dal 13 agosto), la distanza troppo ravvicinata delle partite e il fatto di non aver potuto lavorare sempre con la rosa al completo (Banega e Ansaldi si sono aggiunti negli ultimi giorni). Insomma, proprio quando tutte le criticità a livello societario sembravano risolte, ora sono i risultati sul campo a preoccupare i tifosi nerazzurri.

A brevissimo termine si aggiungerà anche il nuovo acquisto Candreva a dar man forte ai compagni, poi si attende l’esito della trattativa per Gabigol poiché là davanti Icardi è sembrato molto inattivo e svogliato e un rinforzo in attacco potrebbe certamente portare beneficio. Ma è evidente che da qui all’esordio in Serie A 2016/2017 col Chievo, Mancini avrà il suo bel lavoro. Anche nella scorsa stagione l’Inter fece malissimo nella fase di pre-campionato ma poi rischiò di laurearsi campione d’inverno. Si spera che almeno tali batoste possano portare bene ai nerazzurri.

E dire che fino alla fine del primo tempo l’Inter aveva retto anche bene, trovandosi in svantaggio silo di una rete (2-1) ma poi nella ripresa la squadra non ha resistito all’onda d’urto degli Spurs, davvero di un’altra categoria rispetto a questa Inter. Davanti, Lamela, Eriksen, Alli, Kane e Janssen hanno fatto ciò che hanno voluto trovando spesso la difesa nerazzurra in colpevole ritardo. Il 4-2-3-1 di Mancini non ha dato risposte positive perché nella fase di non possesso si scorgevano delle falle paurose in mediana. Questo perché il reparto offensivo faceva fatica a ripiegare, Kondogbia è stato un mezzo disastro e Banega pur correndo ovunque non poteva certo coprire l’intero rettangolo verde. Poi quando è stato sostituito nella girandola dei cambi, addio. Piccole luci nel tunnel sono stati proprio Banega (finalmente l’Inter ha trovato il suo cervello a centrocampo), Perisic, che si è dato molto da fare, e Ansaldi, che però deve curare meglio la fase difensiva e anche in occasione del rigore da lui provocato avrebbe potuto fare decisamente meglio. Ora si attende una scossa mercoledì 10 agosto al Del Conero nella prossima amichevole col Borussia Mönchengladbach.