Venerdì scorso la Guardia di Finanza di Milano ha perquisito gli uffici di alcuni alti dirigenti Mediaset. In particolare, quelli di Giorgio Giovetti (responsabile dei diritti sportivi Reti televisive italiane) e Marco Giordani (capo di Rti). Lo scopo era quello di trovare tracce dell’illecito patto occulto, ipotizzato dai pm, per la divisione dei diritti tv del calcio per il triennio 2015-2018. Sia Giovetti che Giordani risultano indagati dalla Procura meneghina per concorso in turbativa d’asta. A dare la notizia è Repubblica.

Diritti tv, arrestato Andrea Baroni, fiscalista di Infront

I magistrati milanesi Roberto Pellicano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi sospettano che dietro l’assegnazione dei diritti tv si siano verificate manovre illegali.

Per questo, i pm hanno disposto blitz nella sede di Infront, l’advisor della Lega, ed in particolare gli uffici del presidente Marco Bogarelli, e i consiglieri Giuseppe Ciocchetti e Andrea Locatelli.

La tesi degli inquirenti è che ci sia una collusione tra Infront e Mediaset e che ciò abbia turbato l’asta per l’assegnazione dei diritti tv calcistici del triennio 2015-2018.

Ecco quanto si legge nel decreto di perquisizione: ‘ Il management di Infront, nello svolgimento dell’iter di assegnazione delle licenze dei diritti audiovisivi relativi agli eventi sportivi (diritti tv 2015-18, ndr), colludendo con i dirigenti Rti, ha turbato i relativi bandi e il corretto e imparziale svolgimento delle gare, in particolare violando i canoni di trasparenza e leale concorrenza in favore del competitor Rti (Mediaset)’.

La serie A ha guadagnato dalla cessione dei diritti tv un totale di 930 milioni. ‘Senza quei soldi il calcio italiano crollerebbe’, ha dichiarato il presidente della federcalcio Carlo Tavecchio, che tra le righe ha fatto intendere che sarebbe meglio se la Procura di Milano chiudesse uno o due occhi di fronte alla faccenda. Perché mettere a rischio la sopravvivenza del giocattolo preferito dagli italiani? E’ più o meno il Tavecchio-pensiero.