La Procura di Milano avrebbe dato il via ad un’indagine per aggiotaggio sui diritti del calcio. In sostanza, secondo i giudici meneghini, ci sarebbero stati dei costi gonfiati inerenti l’acquisto dei diritti televisivi, il cui obiettivo sarebbe quello di ostacolare la vigilanza dell’antitrust: è proprio questa l’ipotesi di reato portata avanti, come confermato dal procuratore Edmondo Bruti Liberati.

Dunque, ancora una volta sono i diritti televisivi del mondo del calcio a finire sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Edmondo Bruti Liberati ha fatto riferimento a quanto pubblicato, qualche giorno fa, dal quotidiano Repubblica; per ora gli inquirenti non si sbottonano anche perché l’inchiesta e le indagini stesse sono ancora in una fase embrionale.

Fatto sta che, al centro di tutto, ci sarebbe l’ipotesi di aver fatto “cartello occulto”; un’iniziativa partita dai grandi club, il cui obiettivo finale sarebbe quello di accaparrarsi più soldi possibili per quanto concerne i diritti Tv per i campionati di serie A del triennio 2015-1018, a discapito ovviamente delle squadre delle piazze più piccole. Dall’ipotesi d’aver fatto cartello parte appunto l’ipotesi di ostacolo all’autorità di vigilanza.

Già nel maggio scorso l’Antitrust aveva disposto il sequestro nella sede della Lega Calcio di documenti relativi all’assegnazione dei diritti. L’autorità, in quel frangente, aveva aperto un’istruttoria nei confronti di Sky Italia, Rti-Mediaset, Infront Italy e Lega Serie A. L’obiettivo era verificare se fossero avvenuti degli accordi soprattutto fra i primi due interpreti per spartirsi gare ed appalti e, di conseguenza, cercare di pagare meno.