“Ero entrata nel suo ufficio per parlare di calcio e lavoro. Non ho fatto nemmeno in tempo a dire ‘Presidente, come sta?’ che lui, guardandomi diritta negli occhi, mi ha risposto: ‘Ti trovo in forma, si vede che scopi tanto’. E poi: ‘Fammi toccare le tette, vieni, dai’. Ero in imbarazzo e ho provato a dirgli di smettere”, questo il racconto di una dirigente al Corriere.it. La donna ha trovato il coraggio di denunciare pubblicamente il comportamento di Tavecchio il quale – secondo il suo racconto – avrebbe provato a molestarla nel suo ufficio. “L’ho respinto, sono riuscita a divincolarmi” ha aggiunto la dirigente sportiva.

Si tratta soprattutto di “violenze morali e psicologiche”, tutti episodi recenti precisa la professionista intervistata dal Corriere.it. La donna, però, ha preferito rimanere anonima. “Non è pensabile che una donna che voglia lavorare e parlare di calcio sia costretta a subire violenze di questo tipo” ha tuonato.

La vittima delle presunte molestie, tra l’altro, dichiara di essere in possesso di prove sia audio che video, già consegnate al suo avvocato al fine di presentare una “denuncia alla Procura della Repubblica”. Peccato che, in Italia, una denuncia per violenza sessuale debba essere presentata entro 6 mesi dal fatto: solo così l’aggressore può essere perseguito.