Dall’inizio di novembre Dino Zoff sarebbe ricoverato in un ospedale romano a causa di un non meglio specificato problema neurovegetativo. La notizia è stata riportata dall’edizione quotidiana del Messaggero: secondo il giornale della capitale, il leggendario portiere azzurro, capitano e alfiere dell’Italia campione del mondo nel Mundial 1982, starebbe accusando “serie difficoltà nel camminare”. Comprensibile lo spavento, ma la situazione in realtà sarebbe meno grave di quanto non si possa pensare: dopo una grande preoccupazione iniziale, infatti le condizioni di Zoff si sarebbero stabilizzate e inizierebbero anzi ad apparire i primi segnali di miglioramento. E, in ogni caso, il portiere non è mai stato in pericolo di vita.

Friulano di Mariano del Friuli, 74 anni il prossimo 28 febbraio, Dino Zoff è da oltre quarant’anni uno dei pilastri non solo del calcio ma dello sport italiano. Con la maglia della Juventus ha vinto sei scudetti, due Coppe Italia e una Coppa UEFA, anche se a livello di club gli è mancata sia la consacrazione europea che quella mondiale (ha infatti perso per due volte la finale di Coppa dei Campioni, nel 1973 contro l’Ajax e dieci anni esatti più tardi contro l’Amburgo, e una volta l’Intercontinentale). Zoff si è comunque rifatto con gli interessi a livello di nazionale, grazie ai trionfi nell’Europeo del 1968 e soprattutto nel Mondiale del 1982, quando da capitano alzò la coppa al cielo di Madrid.

Meno ricca di successi la sua carriera di allenatore. Iniziò bene, con la doppietta Coppa UEFA-Coppa Italia con la Juventus nel 1990, in piena epoca sacchiana, al suo secondo anno come tecnico dei bianconeri, ma di fatto si fermò lì, almeno a livello di trofei. Fu comunque molto importante il suo lavoro alla Lazio, che riportò in Europa nel 1993 dopo 15 anni di assenza, e anche in nazionale. L’esperienza come commissario tecnico si concluse nell’amarissima notte di Rotterdam, quando la sua Italia si fece scippare di un titolo europeo praticamente vinto dalla Francia di Zidane e Trezeguet. La sconfitta più dolorosa in una lunga vita di trionfi. Con la Fiorentina, nel 2005, la sua ultima esperienza da allenatore.