Il Tribunale Nazionale Antidoping (Tna) ha confermato ciò che in realtà era certo da mesi: Danilo Di Luca (foto by InfoPhoto) è stato squalificato a vita. La radiazione del ciclista abruzzese è arrivata in seguito alla positività all’EPO riscontrata nell’aprile scorso, durante la preparazione al Giro d’Italia, corsa dalla quale era stato espulso una volta accertata l’infrazione. Lo scorso ottobre la Procura del CONI aveva chiesto la radiazione per Di Luca; e oggi, infine, la sentenza.

La motivazione fondamentale per cui il Tna ha accolto la richiesta della Procura è legata alla recidiva. Nel 2007, Di Luca trionfò al Giro d’Italia, ma i suoi guai iniziarono da quel momento. Nell’ottobre dello stesso anno, fu squalificato per tre mesi per la sua vicinanza al professor Carlo Santuccione (il medico di Cepegatti a capo della più ampia rete di doping organizzato mai scoperta in Italia); e quindi, nel febbraio 2008, fu deferito dalla Procura per quei “valori atipici” riscontrati dopo un test antidoping effettuato dopo la 17.a tappa del Giro d’Italia 2007. Confermata la positività al CERA, Epo di nuova generazione, Di Luca fu quindi squalificato per due anni (poi ridotti a 15 mesi) nel 2009 e condannato a una multa di 280mila euro. Evidentemente, la lezione non è stata recepita: Di Luca, 38 anni il prossimo 2 gennaio, chiude nel peggiore dei modi la sua carriera agonistica.