Con Mihajlovic destinato a oltrepassare i cancelli di Milanello a giugno e a non rientrarvi più, e vedremo se sarà per scelta sua o altrui, rispolveriamo un appuntamento primaverile che sta ormai diventando fisso negli ultimi anni: l’Indovina chi allenerà il Diavolo il prossimo anno. I candidati validi non mancano, a partire da quell’Unai Emery cercato già l’anno scorso e che piace molto a Galliani, per finire al solito Roberto Donadoni, che è l’unico ex che avrebbe seriamente meritato di prendersi la panchina rossonera nel dopo-Ancelotti ed è anche l’unico a cui non l’abbiano data. Ma in queste ore è l’ipotesi di vedere Eusebio Di Francesco al Milan che sembra prendere quota sopra le altre.

Il tecnico del Sassuolo, non è un mistero, piace molto al presidente (e a Sacchi, il cui parere è sempre ascoltato con attenzione), e anche domenica pomeriggio ha dato bella mostra del suo eccellente lavoro in neroverde, prendendosi la soddisfazione di stendere il Milan per la quarta volta negli ultimi sei anni. In effetti, la decisione di puntare sul pescarese sarebbe in ossequio a un antico adagio che Berlusconi e Galliani hanno sempre fatto proprio: “se non puoi batterli, fatteli amici”. O, nel loro caso, comprali. Tra i mille esempi di giocatori o allenatori accasatisi al Milan dopo avergli dato un grosso dispiacere, ricordiamo i più rumorosi: Arrigo Sacchi (che eliminò il Milan di Liedholm dalla Coppa Italia e fece infatuare Silvio), Jean-Pierre Papin (stella del Marsiglia che eliminò, prima squadra a riuscirci, il Milan di Sacchi dalla Coppa dei Campioni), Dejan Savicevic, Marcel Desailly, George Weah, Patrick Kluivert, Edgar Davids, Christophe Dugarry, Fatih Terim etc etc. Di Francesco, insomma, sarebbe solo l’ultimo di una lunga lista.

Tra l’altro, almeno secondo la Gazzetta dello Sport, il tecnico abruzzese non sarebbe l’unico a percorrere la Via Emilia in direzione Milano. Un’altra calamità potrebbe infatti trovarsi a vestire la casacca rossonera: Domenico Berardi, che domenica non ha segnato ma che lo aveva fatto 8 volte in precedenza. Com’è noto, l’esterno offensivo è nell’orbita Juventus, che ha sul giocatore un’opzione di acquisto per 25 milioni di euro, ma il giocatore non sarebbe entusiasta di trasferirsi a Torino, dove con ogni probabilità finirebbe per far la riserva del fuoriclasse emergente Paulo Dybala. Al Milan sarebbe tutto un altro discorso, soprattutto se a chiamarlo fosse il suo attuale mentore. Il suo profilo tecnico sarebbe in perfetta linea coi desiderata presidenziali di un Milan giovane e italiano, quello comportamentale un po’ meno: ma se Berlusconi è riuscito a farsi imporre Balotelli, non si metterà certo di traverso per Berardi.