L’avventura di Mattia Destro al Milan non andrà oltre le prossime dieci partite e non oltre il prossimo 30 giugno: il club di via Aldo Rossi, infatti, ha deciso di non versare i 16 milioni di euro concordati con la Roma per il riscatto del centravanti marchigiano, che dunque in estate farà ritorno alla casa madre. Quel serrato corteggiamento, iniziato addirittura nell’estate del 2012, proseguito nelle successive sessioni di calciomercato e infine culminato nella celebre immagine di Galliani che suona al citofono della casa romana di Destro per convincerlo ad accettare il Milan, non è poi stato corrisposto da un adeguato rendimento sul campo: e non sono tanto i numeri a pesare, benchè quelle 2 reti (peraltro quasi inutili) in 7 presenze non rappresentino un bottino accettabile, quanto il suo inserimento nella squadra. In altre parole: con Destro o con Pazzini non cambia praticamente nulla a livello di gioco e di percentuali realizzative.

Sarebbe sciocco e ingiusto, in una stagione come questa, dare tutta la colpa al giocatore. Anzi, probabilmente le sue responsabilità sono marginali: d’altra parte, le caratteristiche di Destro sono note, non è un attaccante che fa reparto da solo, in grado di costruirsi il tiro, di mandare in gol i compagni. E’ un finalizzatore puro, che ha bisogno di avere alle spalle una squadra con un gioco consolidato. E il Milan di Inzaghi, va da sé, non corrisponde affatto alla descrizione. Le difficoltà incontrate da Destro in questi due mesi di Milan non sono e non possono essere un giudizio negativo sul giocatore.

Al tempo stesso, è comprensibile, anzi quasi inevitabile, la decisione presa dal club rossonero. In un momento storico come questo, caratterizzato da grandi manovre sotto traccia che promettono di rivoluzionare l’assetto societario del Milan e dunque le sue prospettive, sarebbe avventato prodursi in un investimento così ingombrante. Specialmente quando l’annata senza Champions League (a cui ne seguirà un’altra) ti farà registrare un rosso di 50 milioni di euro. Specialmente quando ancora non hai idea di chi allenerà il prossimo anno. Specialmente quando, con un minimo di competenza e coraggio in più, con quei 16 milioni puoi pensare a mettere qualche pezza nel reparto che ha più disperatamente bisogno di essere ristrutturato, ovvero il centrocampo; o, volendo proseguire con la discutibile politica del “si comprano solo attaccanti”, con quei soldi si può scegliere qualcuno di meglio di Destro.

L’unica ipotesi verosimile per cui Destro rimanga al Milan prevede il seguente scenario: progetto di basso profilo, parere favorevole del nuovo tecnico e Roma disponibile a un robustissimo sconto (diciamo del 50%). Al momento, difficile puntarci sopra qualche spicciolo.