A meno di due giorni dalla finale di Coppa Italia tra Lazio e Juventus, il cui anticipo rispetto alla data ufficiale del 7 giugno (data impossibile per la Juventus impegnata il giorno prima nella finale di Champions League), ha causato un preoccupante effetto domino si torna inevitabilmente a parlare di derby della capitale visto che la decisione da parte della Lega Calcio Serie A di posticipare il match dal pomeriggio di domenica 24 come da programma alle 18 di lunedì 25 maggio ha incontrato una serie di malumori sfociati, nel caso della Roma, in un’aspra polemica nei confronti di Lotito e della Lega. Nella questione è intervenuto a gamba tese anche il presidente del Coni Giovanni Malagò che, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa AdnKronos, ha dichiarato: “La scelta mina in termini di credibilità e opinione pubblica le valutazioni, perché quando si fanno delle eccezioni, ci saranno anche delle considerazioni che le giustificano, ma l’opinione pubblica non le prende bene e non reagisce bene“.

Il numero uno del Coni ha poi aggiunto: “Quando si è scoperto che si doveva giocare il 20 maggio, bisognava prevedere tutto un sistema di valutazioni, perché quando tocchi anche solo una sola pedina alteri il sistema e questo non va bene” che ha poi sottolineato come “chi ha giocato la Champions League ha sempre giocato di domenica. La Juventus è perfettamente nella ragione e nel diritto di tutelare questa vicenda. Così si è di fatto scontentato qualcun altro e questo non va bene per la credibilità del calcio

Infine Malagò ha voluto precisare di come e quanto questo tipo di decisione metta in difficoltà l’organizzazione di una città non sempre attrezzata, viste le tempistiche, a far fronte logisticamente a eventi sportivi del genere: “La Lega ha avocato a se un diritto-dovere di spostare questa partita di campionato e questo mette le nostre strutture ancor più in difficoltà, oltre al fatto di essere in un giorno feriale“, aggiungendo che “Sarebbe stato fatto bene se tutti quanti fossero stati d’accordo, ma è stato un errore se non solo le due squadre del derby, ma anche le altre due squadre non condividevano questa scelta” alludendo ovviamente a Juventus e Napoli, coinvolti indirettamente dalla decisione della Lega Calcio.