Tanto rumore per nulla. Il rumore, quello dei tifosi nerazzurri contro Mario Balotelli; il nulla, quel pareggio che mancava da otto anni e mezzo e che non modifica la situazione attuale di Inter e Milan, che escono da questo derby esattamente come vi erano entrate: in affanno la prima, in rampa di lancio la seconda. L’1-1 finale, firmato da El Shaarawy nel primo tempo e da Schelotto nel secondo (foto by Infophoto), infatti, al primo assaggio risulta sicuramente più dolce alla squadra di Stramaccioni, che per oltre un’ora ha temuto di uscirne con le ossa rotte; ma, in prospettiva, non può che sorridere ai ragazzi di Allegri, che entrano nella lunga volata per il terzo posto con tutto un altro passo rispetto ai cugini.

Il Milan ha pagato col sangue tanto la serata di grazia di quel gran portiere che è Samir Handanovic (ma l’Inter sbaglierà mai la scelta di un estremo difensore?), autore di almeno due interventi strepitosi nel primo tempo, quanto l’unico, grave difetto che gli è rimasto dopo la ricostruzione: la scarsa affidabilità della difesa, che non trasmette mai sicurezza nemmeno nella serata più tranquilla. I rossoneri hanno letteralmente dominato la prima frazione, disponendo in lungo e in largo di un’Inter incerottata e mal congegnata da Stramaccioni, colpevole di affidare il binario destro della sua difesa a Nagatomo e Guarin, fatti a fette per tutto il primo tempo dal movimento verso il centro di El Shaarawy e dalle sovrapposizioni di un eccellente Mattia De Sciglio, invece che all’esperienza di capitan Zanetti. Quando un errore di Cassano favorisce la micidiale ripartenza rossonera, rifinita da Boateng (ottimo) e conclusa dall’esterno chirurgico del Faraone, l’Inter sparisce dal campo: nel giro di pochi minuti, Handanovic deve superarsi in tre occasioni su Mario Balotelli, sfortunato quanto sprecone. Il Milan gioca bene ma non affonda e consente ai nerazzurri di arrivare all’intervallo ancora in vita.

Nella ripresa, Stramaccioni aggiusta la squadra, spostando Zanetti sulle tracce di El Shaarawy e De Sciglio. Il Milan cala, accusando forse anche lo sforzo di mercoledì, e i nerazzurri tengono meglio il campo, andando finalmente al tiro con grande pericolosità con Guarin (super Abbiati). La partita comunque la fa il Milan, pericoloso con Boateng e Nocerino, e dunque giunge piuttosto inaspettato il gol del pareggio interista: cross di Nagatomo, a cui Abate concede troppi metri, e inzuccata a fil di palo di Ezequiel Schelotto, entrato da 2’, nell’occasione dimenticato da Mexes. Siamo alle solite.

La San Siro nerazzurra si accende e l’Inter inizia a spingere con più convinzione, anche perché Montolivo e compagni hanno il fiato corto. Balotelli, innervosito dalle chance sciupate nel primo tempo, scompare dai radar e gli ultimi tentativi sono un gran tiro di Muntari dalla distanza e un diagonale del neoentrato Niang, ben respinto da Handanovic. Finisce così, non accadeva dal 2004. L’Inter resta a -1 e tira un sospiro di sollievo, ma per ridere a maggio ci vorrà ben altro.