Inter-Milan a porte chiuse? Non proprio, ma potremmo andarci vicini. L’immancabile squalifica della Curva Nord per il derby di domenica sera, in seguito ai cori contro Napoli registrati durante la trasferta dell’Inter al San Paolo ha scatenato quella che, in altri ambiti, definiremmo una gara di solidarietà. Da ieri sera, impazzano su Twitter gli hashtag #iononentro e #nonederbysenzacurve, con centinaia di adesioni da parte di tifosi nerazzurri intenzionati a disertare il match in segno di protesta, pur possedendo già il biglietto o l’abbonamento.

Non solo: alla protesta si potrebbero unire anche i tifosi del Milan, in particolar modo la Curva Sud. Oggi si riuniranno i vertici (sigh) della tifoseria organizzata rossonera e sembra possibile che si arrivi alla decisione clamorosa di lasciare vuoto anche il secondo blu. Certo, c’è il discorso di una coreografia che, presumibilmente, è costata molte settimane di lavoro e molte migliaia di euro, e che non può essere accantonata a cuor leggero. Ma la possibilità è concreta. Di certo, verrà presa qualche iniziativa, anche per ricambiare in qualche modo la solidarietà espressa dalla curva interista lo scorso ottobre, quando fu presa la decisione (poi revocata) di chiudere San Siro per Milan-Udinese.

Riassumendo: a causa di qualche coro idiota che viene proposto da decenni e dell’integralismo moralista di qualche zelota, il traballante calcio italiano decide di esporsi al rischio di offrire agli occhi del mondo un derby a spalti semideserti. Ottimo sistema per raccattare sponsor e pubblico all’estero, niente da dire. Com’era la storia del marito che si castra per far dispetto alla moglie?