La Final Eight che non ti aspetti, quella dove Reggio Emilia arriva da prima della classe ma tutti hanno paura dell’Olimpia Milano. Un atto finale dai contorni strani, ma che vede nella Pallacanestro Reggiana una delle interpreti migliori degli ultimi anni.

Dopo l’intervista con Stefano Gentile, che potete leggere CLICCANDO QUI, Leonardo.it ha avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Amedeo Della Valle, guardia proprio della formazione diretta in panchina da coach Massimiliano Menetti: “Non arriviamo proprio nelle condizioni migliori a questa Final Eight – le sue prime parole – i tanti infortuni non ci aiutano; ma di certo questa non deve essere una scusante ma un’ulteriore motivazione, una spinta a fare meglio. Perché abbiamo tutte le capacità per provare a portare a casa questa coppa”.

Tra gli avversari, spunta sempre l’Olimpia Milano: “E’ la farovita in assoluto, poi dopo Milano tutti se la possono giocare tutte – taglia corto Amedeo – io personalmente sto bene, anche se nell’ultimo periodo ho giocato tanto e questo, se da una parte mi ha fatto piacere, dall’altro mi ha maggiormente stancato”. Nato ad Alba l’11 aprile 1993, Amedeo è figlio di quel Carlo Della Valle che è stato uno dei migliori interpreti italiani della palla a spicchi: “Ha un atteggiamento sempre positivo, cerca di dare consigli costantemente – precisa Amedeo – gli devo tanto, nell’insegnamento sportivo e nel carattere; anche nel mio periodo americano era sempre presente”.

Cresciuto nelle giovanili della Junior Casale Monferrato, ha esordito in Legadue il 20 dicembre 2009 contro Latina: “Fu un esordio molto bello, lì ho gran parte dei ricordi da giovane. Poi dal punto di vista cestistico hanno fatto una scelta, non offrendomi un contratto prima che me ne andassi. Per me è stata una mezza fortuna, lo ammetto, anche perché molto probabilmente magari non sarei andato in America”.

Stagione 2011-2012, si va alla Findlay Prep High School di Henderson in Nevada, dove Amedeo Della Valle batte il record di tiri da tre realizzati in una sola stagione, ben 66: “Sono stati gli anni migliori della mia vita, pieni di divertimento e riconoscenza – precisa ancora – il modo di vivere il basket, l’organizzazione, tutto fantastico. Se sia possibile una cosa del genere in Italia? Dipende solo ed esclusivamente dai soldi”.

Infine la nazionale, un gruppo che cresce a vista d’occhio e che ora punta dritto al Torneo Preolimpico: “Con l’arrivo del ct Ettore Messina siamo in ottime mani, non che prima con Pianigiani non lo fossimo, però Messina rappresenta il vertice della pallacanestro italiana. Dobbiamo giocare il peolimpico in casa e volerlo vincere, per non dover fare calcoli alla fine. La nostra squadra ha un talento incredibile, ma anche le altre non scherzano. Bisogna lavorare sull’intesa di squadra, i risultati arriveranno”.

In futuro, sbarco in NBA? “Mi piacebebbe, però parlarne adesso è impossibile, sono milioni e milioni i miglioramenti che devo fare; prima della NBA ci sarebbe da fare il salto in Eurolega, ad esempio. E farlo con Reggio sarebbe bello”.