Alessandro Del Piero futuro commissario tecnico della nazionale italiana? E’ un’idea, remota quanto vuoi, ma assolutamente non fantasiosa, visto che a sdoganarla è stato proprio l’ex capitano bianconero, nel corso di un’intervista da New York alla Domenica Sportiva. “Di fare il ct non ho mai pensato fino a qualche anno fa. Oggi ho capito che è una cosa molto interessante, affascinante e difficile. Però non ho ancora intrapreso nessun passo per poterlo fare. Quindi rimane un’idea. Mai dire mai nella vita? Mai dire mai, assolutamente“. Nessun rischio immediato, naturalmente, per Antonio Conte, il cui lavoro è apprezzato dall’ex compagno di squadra: “Conte? Lo vedo molto bene, sta facendo molto bene. Ha creato un gruppo che è cresciuto, si è qualificato benissimo e hanno le chance per fare bene agli Europei, anche con una squadra giovane e in un momento di transizione. Conte sta a benissimo dove è, personalmente spero che resti in Nazionale il più a lungo possibile“.

La storia tra Del Piero e la nazionale azzurra è stata complessa, tortuosa e assolutamente passionale. I tifosi italiani non gli hanno mai perdonato il “delitto” di essere stato preferito da Cesare Maldini all’idolo delle folle Baggio ai Mondiali 1998, a cui Del Piero si presentò in pessime condizioni causa infortunio rimediato nella sfortunata finale di Champions League; né, tantomeno, gli hanno perdonato i due fatali errori a tu per tu con Barthez nella finale di Euro2000 con la Francia. Eppure, l’amore di Del Piero per la maglia azzurra non è mai venuto meno, e mentre altri celebrati fuoriclasse marcavano visita con sospetta puntualità durante le noiose qualificazioni, lui ha sempre risposto presente anche quando la trasferta era in Moldavia o Azerbaigian. Una fedeltà alla linea che alla fine ebbe la giusta ricompensa al Mondiale tedesco: Del Piero giocò quasi sempre da subentrato, ma contribuì al trionfo azzurro con un gol alla Germania in semifinale e il quarto rigore nella finale contro la Francia, davanti proprio all’incubo-Barthez. Si trattò rispettivamente del suo ultimo gol e dell’ultimo pallone scagliato in rete con la maglia della nazionale. L’ultima presenza arrivò oltre due anni più tardi, contro la Georgia. Ma, chissà, forse non finì davvero quel giorno.