In un sistema calcio che ha varcato da tempo le soglie del secondo millennio presentandosi piuttosto malato di economie distorte, più che parallele, corruzioni d’ogni sorta e derive sociali incontrollate (sì, la questione stadi), può capitare che il mondo del pallone racconti ancora belle storie intrise di sapori nostalgici di un calcio che fu. Così nella giornata di ieri, ultima data utile per risolvere la questione delle comproprietà (istituto finalmente demolito dopo ben 56 anni di bilanci “creativi” e fantasiose compartecipazioni), il Cesena acquista – praticamente da se stesso – il centravanti francese Gregoire Defrel pagandolo 51 mila euro.

I dirigenti del Cesena Calcio decidono di presentare comunque una busta per determinare l’acquisto del giocatore inserendo un’offerta pari a 51 mila euro nonostante legalmente avrebbero di diritto acquisito Defrel a costo zero a causa del fallimento del Parma. L’attaccante che gioca a Cesena ormai da tre stagioni, ormai conteso da diverse società come Sampdoria, Cagliari e Saint Etienne, non necessitava di nessuna offerta poiché venendo a cadere la controparte in compartecipazione il cartellino del giocatore diventa automaticamente di proprietà della società rimasta in gara. I 51 mila euro quindi, come in un gesto di uomini d’altri tempi, sono stati inseriti in busta per essere destinati ai dipendenti del club emiliano rimasti senza lavoro.

Come ha precisato Rino Foschi, ds del Cesena, ai microfoni di Sky prima dell’apertura delle buste “Abbiamo deciso di inserire una cifra per Defrel. Qualora venisse accettata, i soldi andrebbero alla gente che lavorava nel Parma e ora è disoccupata“. Piccolo contributo ma grande il senso morale e simbolico del gesto per una società come quella del Parma che deve risolvere tuttora i suoi problemi di natura finanziaria per poter ripartire dalla Lega Nazionale Dilettanti.