Contrordine a Castel Volturno visto che cessa il presidentissimo Aurelio De Laurentiis decide di sospendere il ritiro punitivo ordinato e imposto dal patron del Napoli ai giocatori in seguito alle sconfitte subite dai partenopei ad opera della Roma e della Lazio, rispettivamente in campionato e Coppa Italia. È bastata una telefonata tra DeLa e Maggio, scelto in rappresentanza di tutti i giocatori, per revocare il diktat. Quando si dice “la voce del padrone”.

C’è un lungo comunicato da parte del sito ufficiale del club che afferma: “Al termine dell’allenamento odierno il presidente Aurelio De Laurentiis e Christian Maggio, in rappresentanza della squadra, si sono chiariti sul ritiro e hanno concertato di comune accordo che i calciatori ritornino a casa questa sera. Tra il Presidente e la squadra è stato siglato un patto d’acciaio per il rispetto degli impegni, che porti a onorare la maglia con il fine di chiudere la stagione raggiungendo i migliori risultati possibili. Il Presidente, che ha parlato con Maggio telefonicamente, ha idealmente stretto la mano a lui e all’intera squadra che, insieme a Rafa Benitez, è pronta per tutti i prossimi impegni, con il massimo della professionalità e della concentrazione“.

Riaffiorano inevitabilmente, dalle brume dei ricordi, le cronache di altre stagioni calcistiche, quelle di un passato sportivo fatto dai Nereo Rocco e dagli Helenio Herrera, quando i ritiri facevano integralmente parte di una vita cameratesca da atleti. E anche la maniera di rivolgersi del presidente De Laurentiis alla squadra in effetti suona molto cameratesca. Al di là di tutto comunque, l’idea del ritiro aveva funzionato con il Napoli che ritrovando la vittoria (col Wolfsburg in Europa League e con Fiorentina e Cagliari in campionato) ha ritrovato anche i suoi gioielli Hamsik e Callejon, e Benitez stesso, inizialmente contrariato dalla scelta autoritaria del presidente, si è espresso favorevolmente nei confronti di un “espediente” che potesse far ritrovare la giusta concentrazione.