Era una promessa del calcio. A 17 anni la grande stagione con l’Angolana di Vincenzo Vivarini e a 18 anni il contratto da sogno con il Bari. Tra Primavera e Prima Squadra si fa strada. Nella sua carriera ricordiamo anche le tappe di Chieti, Ebolitana e Civitanova. Dopo la serie D, con quest’ultima, Davide D’Ancona smette. E dice: “Non è il calcio che sognavo da bambino”. Questo è sostanzialmente quello che il giovane abruzzese riferisce al quotidiano Il Centro.

Dichiarazioni pesanti, dove la parola “sponsor” fa da regina e dove la “delusione” regna sovrana. Deluso da un calcio dove la meritocrazia, spesso, non è premiata. Deluso di aver visto andare avanti chi ha pagato. Non chi ha meritato. Deluso dalle promesse non mantenute di alcune società. Deluso perchè sognava una vita nel pallone. Una vita da calciatore. Ma non può. Non può.

Adesso Davide vuole diventare tecnico fanghista. A metà agosto partirà per la Libia è lì inizierà a lavorare. Il calcio sarà sempre nel suo cuore, e rimarrà sempre la sua più grande passione. Ma nulla di più. Nella speranza di un calcio migliore, molti hanno condiviso l’idea di Davide e sul web è partita una vera e propria ribalta dove tutti insieme gridano: “Vogliamo un calcio all’altezza dei nostri sogni”. Siamo nel momento giusto per dare una svolta al nostro sistema. Sbagliare non è più possibile. Quindi è necessaria la testa e soprattutto il cuore. Almeno un pò.