Lo aveva anticipato il New York Times ieri, lo conferma il diretto interessato quest’oggi: David Beckham (foto by InfoPhoto) comprerà un club di calcio a Miami. Dopo la sua lunga esperienza nei Los Angeles Galaxy conclusa l’anno scorso, dunque, lo Spice Boy ritorna prepotentemente nel mondo del pallone a stelle e strisce, di cui è ormai ambasciatore a livello mondiale: la Major League Soccer gli ha infatti concesso il diritto di acquistare un club e di farlo giocare nel massimo campionato statunitense. E’ Miami la città scelta dall’ex campione di Manchester United, Real Madrid e Milan e la cifra che dovrà sborsare sarà di 25 milioni di dollari. L’esordio è previsto per il 2016.

Io, la mia famiglia e i miei partner siamo entusiasti di questo progetto. Perché Miami? Qui c’era una squadra di calcio, qualche anno fa, e voglio riportarne una che sia molto personale. Voglio costruire la mia squadra. Miami è una città vibrante, piena di passione, e ora è pronta per il calcio. Porteremo a giocare qui alcuni dei migliori giocatori del mondo, so già che ce ne sono alcuni interessati a venire. Ho visto cosa succede quando a Miami arrivano i grandi campioni. Mi riferisco ai Miami Heat

Una scelta che, in realtà, Beckham aveva messo in preventivo sin dal giorno del suo primo sbarco negli USA, nel 2007, dal momento che il suo contratto con la MLS prevedeva la possibilità di acquistare un club per una cifra prefissata, 25 milioni di dollari appunto – 75 in meno di quanto è costato il New York City F.C., che farà il suo debutto nel 2015. La questione-stadio è quella più pressante: ma Beckham ha negato di voler chiedere soldi pubblici:

Avere un impianto moderno è essenziale per il nostro progetto, ma non vogliamo alcun contributo pubblico, costruiremo il nuovo stadio con le nostre forze. Ovviamente non potremo farlo in due settimane, bisognerà trovare i partner giusti, ma lo fare

Il nome della squadra? Si sussurra Miami United, franchigia già esistente. Beckham nega, anche se quella denominazione non può che evocargli dolci ricordi. Per il momento, welcome back, David. Anzi: bienvenido.