Danimarca-Italia 2-2. Gli Azzurri dapprima colpiscono con un gran gol di Osvaldo (foto by InfoPhoto) -  che per l’occasione indossa il n.10 -  per poi subire pareggio e svantaggio per eccesso di sufficienza, con un Balzaretti in giornata no: l’ironia del destino vuole che sia proprio l’ex juventino Nicklas Bendtner, sulle cui capacità si è spesso ironizzato, a firmare le reti dei padroni di casa. Risolve Aquilani allo scadere, salvando l’imbattibilità della nostra Nazionale.

La partita del resto ha poco da dire, soprattutto per gli uomini di Prandelli che hanno già ottenuto la qualificazione matematica valida per l’accesso al Mondiale brasiliano. La cosa più interessante del match? Gli striscioni sugli spalti: tra i tifosi azzurri spiccano “Sbricioliamogli il biscotto” e “Never forget never forgive the biscuit”. Il riferimento – ça va sans dire – è al celeberrimo Danimarca-Svezia 2-2 dell’Europeo portoghese del 2004, pareggio che rispedì in patria l’Italia di Trapattoni e di un giovane Antonio Cassano poi scoppiato in lacrime. Poco importa che il cosiddetto biscotto – una sorta di pareggio più o meno concordato – sia un’invenzione tutta italiana; senza dimenticare, del resto, che l’Italia calcistica può vantare il tutt’altro che invidiabile primato di due ‘Calciopoli’ e tre ‘Scommessopoli’ nel giro di trent’anni; aggiungiamo pure i misfatti recenti (curve italiane chiuse a ripetizione per vergognosi cori razzisti), ed il “never forget never forgiven” si rivolta contro come il più pericoloso dei boomerang. Invece che avventurarsi in lezioni di moralità ed etica sportiva è consigliato dare un’occhiata in casa nostra. Never forget.

A cura di Stefano Sasdelli