Il racconto del dopo Giro d’Italia, l’avventura in lungo e in largo per lo Stivale e un’idea chiara in testa: “E’ stato un Giro duro, ai limiti della percorrenza. Ha vinto Quintana, è stato impegnativo. Io, comunque, ci ho provato”. Inizia così l’intervista che Daniele Colli, ciclista professionista nato a Rho, ha rilasciato in redazione a Leonardo.it.

Un Giro con pochi nomi di grido (“Nibali punta al Tour, nel ciclismo d’altronde conta il Tour e poi c’è il Giro d’Italia…”), una grossa mancanza come Milano (“mi piacerebbe che si tornasse lì come meta finale”) e un idolo scontato ma comunque entusiasmante come Marco Pantani. E poi il tumore e la filosofia di vita: “La malattia è come il ciclismo, quando uno cade deve rialzarsi e cercare di finire la tappa. Il ciclismo è metafora della vita”. Clicca qui sotto per vedere l’intervista integrale a Daniele Colli.

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